Commenti all'articolo L’ace di Djokovic: “Vaccino e politically correct? Sono per la libertà”

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Giuseppe to
Giuseppe to
15 Novembre 2022 15:15

Il busillis nasce nel voler parificare il farmaco inoculato per il covid 19 a vaccino. Quindi i Burioni si scagliano contro i sanitari che mettono in discussione i vaccini e non il farmaco. Quasi un gioco di parole. Per fortuna esistono scienziati che mettono in discussione sia i farmaci che i vaccini, perché la scienza migliora coi dubbi e peggiora coi dogmi. Viva Nole, viva il suo pensiero di libertà.

sergino
sergino
15 Novembre 2022 15:01

Un ‘ Icona per chi la pensa come Lui ed è come Lui .

Rix
Rix
15 Novembre 2022 9:18

l’arte medica utilizzata per confondere come il latinorum di Don Abbondio a dispetto di chi non la detiene. Djokovic proprio come Renzo ha semplicemente capito che qualcosa non era chiaro e ha pensato di non fidarsi, scelta a mio avviso legittima e rispettabile.
Impossibile poi per un medico paragonare i vaccini tradizionali con la nuova tecnologia a mRna, anche chi non conosce il latonorum medico può capirlo.

Capitan Harlock
Capitan Harlock
15 Novembre 2022 8:39

Un Grande Uomo!

Alberto Pupi
Alberto Pupi
15 Novembre 2022 6:25

Locatelli non dice, anche se certamente lo sa, che sia il virus del vaiolo che della polio, diversamente dal SARS cov 2, hanno come unico ospite l’uomo e quindi una vaccinazione mondiale degli uomini, che non è stata senza costi, ha potuto eradicarli. Non lo dice, pur certamente sapendolo, perché evidentemente ha un qualche interesse a non dirlo, magari volto al buon fine, secondo lui, di convincere chi non lo sa a “vaccinarsi”…

Davide V8
Davide V8
15 Novembre 2022 0:06

Grande Djokovic.

In quest’epoca oscura, c’è chi ha il coraggio di esporsi pubblicamente, anche rimettendoci, per affermare principi fondamentali che dovrebbero essere semplicemente *ovvi*, ma che sono considerati inaccettabili dal regime, dalla sua propaganda, e dai suoi utili idi|oti.

La “banalità” di ciò che dice, unitamente alle reazioni che provoca, dà l’idea di quanto sia deragliato un po’ tutto.