Un terremoto politico potrebbe partire da Magdeburgo. Oggi la Sassonia-Anhalt eleggerà il nuovo parlamento regionale e, questa volta, la domanda non è più se Alternative für Deutschland farà un buon risultato. La domanda è quanto sarà grande. E soprattutto se quel risultato sarà sufficiente per abbattere l’ultimo muro che finora ha tenuto l’AfD lontana dal governo.
Gli ultimi sondaggi raccontano infatti una partita quasi senza precedenti. La rilevazione della Forschungsgruppe Wahlen per la Zdf assegna all’AfD il 41 per cento, contro appena il 23 della Cdu. Altre rilevazioni hanno spinto il partito fino al 42-43 per cento. Dietro, a distanza siderale, viaggiano Die Linke intorno all’11-12 per cento, Spd tra il 7 e l’8,5 e Verdi attorno al 5-6. Fdp e Bsw rischiano invece di restare fuori dal Landtag.
Per capire la dimensione del fenomeno basta tornare indietro di cinque anni. Alle regionali del 2021 la Cdu aveva vinto nettamente con il 37,1 per cento, mentre l’AfD si era fermata al 20,8. Oggi i rapporti di forza sarebbero sostanzialmente rovesciati: il partito guidato nella regione da Ulrich Siegmund potrebbe quasi raddoppiare il proprio consenso, mentre i cristiano-democratici rischiano di perdere circa quattordici punti.
Una vittoria dell’AfD, di per sé, non sarebbe la prima in assoluto in un’elezione regionale tedesca. Il precedente esiste: nel settembre 2024 il partito arrivò primo in Turingia con il 32,8 per cento. Ma rimase fuori dal governo. È qui che la Sassonia-Anhalt può diventare un caso completamente diverso. Perché sopra il 40 per cento, e soprattutto se numerosi partiti dovessero fermarsi sotto la soglia di sbarramento del 5 per cento, l’AfD potrebbe avvicinarsi alla maggioranza assoluta dei seggi.
Sarebbe il vero risultato storico: un governo regionale guidato dall’AfD e il primo ministro-presidente espresso dal partito dalla sua fondazione nel 2013. Finora Alternative für Deutschland ha conquistato milioni di voti, è diventata il principale partito di opposizione in diverse regioni e ha sfondato soprattutto nell’Est, ma non ha mai fatto parte di un governo di un Land. La cosiddetta Brandmauer, il “muro tagliafuoco” costruito dagli altri partiti per escluderla da qualsiasi maggioranza, ha sempre retto.
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In Sassonia-Anhalt quel muro rischia almeno di essere sottoposto a una pressione mai vista. Cdu, Spd, Verdi e Linke hanno escluso accordi con l’AfD. Ma se Siegmund dovesse arrivare oltre il 40 per cento, agli altri resterebbe una sola strada: mettere insieme una maggioranza alternativa composta da forze sempre più lontane politicamente tra loro. La Cdu potrebbe quindi trovarsi davanti al paradosso di dover cercare formule di governo con la sinistra pur di impedire all’AfD, nettamente primo partito, di conquistare la cancelleria regionale. Reuters indica tra le ipotesi anche un governo di minoranza cristiano-democratico sostenuto esternamente dalla Linke, soluzione che però metterebbe sotto fortissima tensione la linea nazionale della Cdu.
E governare un Land, in Germania, non è affatto un premio simbolico. Significa mettere mano a settori fondamentali come scuola, cultura, sicurezza e polizia regionale, oltre alla gestione amministrativa di una parte delle politiche migratorie. Il programma dell’AfD in Sassonia-Anhalt prevede tra l’altro una linea molto più dura sui rimpatri, un cambio di rotta nelle politiche scolastiche e culturali e una profonda revisione del rapporto con il sistema radiotelevisivo pubblico.
Ci sarebbe poi il livello federale. La Sassonia-Anhalt dispone di quattro voti nel Bundesrat, la camera che rappresenta i Länder e partecipa all’approvazione di numerose leggi federali. Le delegazioni regionali devono esprimere i propri voti in maniera unitaria: un governo monocolore AfD avrebbe quindi per la prima volta una presenza diretta anche in uno dei principali ingranaggi istituzionali della Repubblica federale.
Il significato politico andrebbe però molto oltre quei quattro voti. Una Sassonia-Anhalt governata dall’AfD trasformerebbe il partito da forza di protesta e opposizione a forza di governo. Con ministri, amministrazione, bilanci e responsabilità diretta. E offrirebbe ad Alice Weidel la possibilità di presentare l’esperimento di Magdeburgo come la prova generale di ciò che l’AfD potrebbe fare un giorno a Berlino.
C’è infine un altro elemento che rende il voto particolarmente delicato. Il servizio di intelligence interno della Sassonia-Anhalt considera dal 2023 il movimento regionale dell’AfD una formazione di estrema destra accertata, classificazione che il partito contesta politicamente. Proprio per questo l’eventuale ingresso al governo avrebbe una portata ancora maggiore: sarebbe la prima volta che un partito con una simile classificazione assumerebbe direttamente il controllo dell’esecutivo di un Land.
Domenica, dunque, non si decide soltanto chi governerà una regione di poco più di due milioni di abitanti. Si misura la tenuta della strategia con cui per anni la politica tedesca ha provato a contenere l’AfD. Se il partito dovesse fermarsi alla vittoria elettorale, la Brandmauer potrebbe ancora resistere. Se invece riuscisse a trasformare quel 40 per cento abbondante in una maggioranza di governo, per la Germania sarebbe tutta un’altra storia.
Massimo Balsamo, 6 settembre 2026
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