Esteri

Domani può cambiare la storia d’Europa

Il voto nel Land può terremotare Berlino e la vecchia Grande Coalizione. E dietro la leader Alice Weidel spunta una destra molto diversa dai cliché

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Da anni Media e Social sono occupati da fiumi di parole inutili. Ora siamo invece alla vigilia di una data storica per l’Europa: domani, domenica 6 settembre, segnare sul calendario. La vigilia è stata il No islandese al negoziato per l’ingresso nella Ue. Una porta sbattuta in faccia da un piccolo popolo di 400mila persone che hanno rifiutato che le proprie acque territoriali e il loro merluzzo fossero destinati al frullatore di Bruxelles. Incapace di guardare la realtà in faccia e di prendere atto della fine di ogni capacità di attrazione persino su un’isola che vive al confine dell’Atlantico e convive con le ingombranti mire di Trump sull’Artico, la piovra di Bruxelles ha reagito superando il ridicolo con grottesche tesi complottarde sul voto condizionato da presunte “fake news di potenze straniere”.

Ma domenica, almeno così pare, parlerà la Storia. Perché con il 40% all’AfD e la candidatura al governo del Land di Magdeburgo, a un passo da Dresda e da Lipsia, consegnato ai post-neonazisti, tutto sarà, nel bene e nel male, destinato a cambiare. Fine dello strapotere CDU nel Land, ma fine, a Berlino, dei programmi e delle classi dirigenti dei due partiti della Grande Coalizione tedesca (Socialdemocratici e Cristiano-democratici), mai così umiliati e sconfitti dalla fine della Seconda guerra mondiale a oggi.

Immigrazione, Europa, Russia, ruolo tedesco, economia. Tutto in discussione. Né sarà minore l’impatto di questo risultato sui “partiti sovranisti” europei, siano essi il Reform Party di Farage, in testa ai sondaggi britannici, il Rassemblement National di Marine Le Pen in Francia, la Destra di Meloni in Italia. Per tacere di una sinistra europea verso il tramonto e un ruolo del tutto marginale.

Ma la vera domanda, la vera sorpresa, sarà cosa si cela dietro la leadership di Alice Weidel. La strana leader dal percorso davvero singolare per una super-capa di destra neonazista. Laureata in economia aziendale a Bayreuth con ottimi voti e una singolare tesi sul sistema giuridico cinese, collaboratrice di Goldman Sachs, gay, convivente e con due figlie insieme alla compagna originaria dello Sri Lanka, residente in Svizzera, nel Cantone di Berna, la Weidel prospetta apertamente l’opzione Dexit dopo il già intervenuto capitolo Brexit.

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Quanto basta per farci comprendere che dal 6 settembre il nostro continente vivrà un nuovo capitolo di Storia. Non prevedibile e in diretta. Bello o brutto, questo lo stabilirà – dopo, più poi che prima – ciascuno di noi.

Giovanni Negri, 5 settembre 2026

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