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Assassinio sull’Orient Express (Agatha Christie)

Assassinio sull’Orient Express

Autore: Agatha Christie
Anno di pubblicazione: 2017
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I gialli d’estate sono un classico, soprattutto Assassinio sull’Orient Express di Agatha Christie. Lo avete sicuramente letto, o alla peggio avrete visto una delle sue trasposizioni cinematografiche. L’ultimo remake è opera di Kenneth Branagh, nel doppio ruolo di regista e protagonista, che dice: “Il romanzo di Agatha Christie è stato scritto nel 1934, nella stanza 441 vista Bosforo del Père Palais di Istanbul, all’epoca chiamato “l’albergo delle spie”. E ancora oggi, dopo oltre 80 anni, il suo meccanismo ad orologeria e la sequela di sospettati nella carrozza Istanbul-Calais dell’Orient Express continuano ad intrappolare il lettore o lo spettatore, anche se già sa chi sia l’assassino”.

A noi, più che l’assassino e la drammaturgia narrativa, interessano queste pagine: “Poirot guardò l’amico. ‘È stato a lungo in America’ disse Monsieur Bouc ‘ed è italiano e gli italiani usano il coltello. E sono dei grandi bugiardi. Non mi piacciono proprio gli italiani”. Poirot dirà subito dopo che non c’è la minima prova contro quel sospetto italiano e si becca questa risposta: “E la psicologia? Forse che gli italiani non accoltellano? ‘Senza dubbio – disse Poirot – specialmente nel calore di una lite…”. Più avanti nello svolgersi del giallo l’ispettore coinvolto suo malgrado dirà: “Non è un delitto latino. È un assassino che porta le tracce di una mente fredda, decisa e piena di risorse: una mente anglosassone, direi”.

Favolosa Agata Christie, la scrittrice inglese più tradotta e forse più conosciuta, dopo Shakespeare. A casa sua ancora si discute del suo presunto antisemitismo, per alcune frasi e caratteri attribuiti ai suoi personaggi in alcune edizioni degli anni 30.

Ciò che interessa in questa rubrica è come la letteratura, anche quella considerata meno nobile, non può essere giudicata con gli occhiali della correttezza politica del momento. L’italiano è violento e passionale. Quasi una razza a sé. Così come l’ebreo viene descritto come “yellow-faced financiers”.

Se dovessimo giudicare con i criteri di oggi la più grande giallista dello scorso secolo, la potremmo afffiancare al presidente lussemburghese della Commissione europea, che ha definito gli italiani sfaccendati ed evasori, o quel euromisnistro olandese che ci descrive intenti solo a corteggiare le donne e a bere alcol.

La letteratura non è corretta. È slegata da tutto. Fa ridere, se non peggio, la casa editrice Radom Penguin che solennemente annuncia, che entro il 2025 i suoi autori «avrebbero riflettuto la società britannica, tenendo conto di etnia, genere, sessualità, mobilità sociale e disabilità». Una bestialità. Che si diffonde come un virus.

Ecco leggiamoci i gialli senza tempo di Agatha Cristie e cerchiamo di capire che a renderli immortali non sono le sue scorrettezze, ma la loro magnifica costruzione letteraria.

Nicola Porro, Il Giornale 15 luglio 2018

3 Commenti

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  1. Avevo letto questo romanzo alla fine degli anni ’80, con la parte in questione ancora censurata. Agatha Christie è sempre stata la mia scrittrice preferita, anche se questo romanzo, seppur famosissimo, a me non era piaciuto più di tanto. In questi giorni ho appreso la tristissima storia di quelle frasi descritte da lei, e personalmente mi reputo offesa poiché sono delle grandi falsità. A chi chiede ironico ”chissà da dove li hanno presi questi pregiudizi”, io rispondo che se qualche italiano è un delinquente o un nullafacente, non rappresenta un’intera popolazione. Anche tra gli inglesi ci sono molte persone incivili che si ubriacano e fanno le risse, gli inglesi del sud del loro Paese, addirittura additano come nullafacenti quelli del nord dell’Inghilterra, ma io da persona con un po’ di cultura, non mi permetterei mai di generalizzare tutto un popolo. Sì, perché questi pregiudizi descritti in questo romanzo, altro non sono che il parto di una mente piuttosto chiusa e limitata. Lo dico perché, mentre quel personaggio che odia gli italiani e ci reputa accoltellatori e truffatori può benissimo essere una caratterizzazione di un uomo dalla mente limitata, Hercule Poirot avrebbe potuto rispondere in un altro modo, magari pensare tra sé che non gli piaceva questa persona, invece cosa fa? Annuisce. ”Sì, è vero che gli italiani durante le risse tirano fuori il coltello, ma questo non significa che il tale, italiano, sia il colpevole del delitto”. Ma che frase è? Lasciamo perdere Junker, poi…mentre la Christie scriveva tutto questo prima che l’Italia settentrionale (in cui sono nata e continuo a vivere) si lasciasse alle spalle la povertà e risplendesse nel suo miracolo economico, come crede Junker che le nostre fabbriche siano diventate produttive, come crede che siamo diventati famosi per moda, automobili, e tanto altro? Forse pensa che abbiamo dei robot che lavorano mentre noi ci fumiamo le sigarette?
    La saluto…mi piacciono i suoi video che pubblica su YouTube. Buona giornata.

  2. Pregiudizi…pregiudizi…ma accidenti come si sono formati ‘sti dannati pregiudizi…https://ilgattomattoquotidiano.wordpress.com/

  3. Non sono d’accordo. Non amo la sua costruzione letteraria o per meglio dire il plot perché spesso si avvale di stratagemmi volti a confondere il lettore. Insomma bara troppo.
    Quelle che tu chiami scorrettezze fanno invece parte della sua costruzione letteraria piena di caratterizzazioni che sempre, in modo diretto o indiretto, sono molto avvincenti. Con la sua narrativa ci cala in una realtà immaginata che però trasla possibili spaccati di “ambienti e individui”. Infine chi può asserire che il narrare, per essere aderente ad una qualsivoglia entità umana, debba essere corretto/scorretto? Junker comunque è solo un bifolco che fa solo gli interessi di parte!

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