Giuliano Amato, ex presidente del Consiglio italiano, ha rilasciato dichiarazioni forti durante la festa organizzata dal quotidiano Il Foglio. Ha parlato di Francesca Albanese, rappresentante speciale delle Nazioni Unite per i Territori Palestinesi Occupati, criticandone pesantemente alcune affermazioni. Amato ha detto: “Francesca Albanese dice le cose più infami e continua a circolare”. Ha citato un episodio particolare in cui Albanese ha messo in dubbio la lucidità di Liliana Segre, senatrice a vita e sopravvissuta all’Olocausto. “Quando ha avuto il coraggio di dire che Segre non è lucida perché è stata parte, Dio la perdoni… Allora dovremmo chiedere la revisione del processo di Norimberga perché tutti i testimoni erano ‘parti’ e quindi coinvolti. Io mi aspetterei che qualcuno dica con te non ci parlo più”, ha aggiunto Amato. !”
Riflessioni sulla sinistra e il rapporto con Israele
Giuliano Amato ha anche discusso la posizione della sinistra italiana rispetto a Israele e al mondo ebraico. Ha ricordato il suo passato impegno in “Sinistra per Israele”, un movimento interno alla sinistra italiana che sostiene il diritto di Israele ad esistere in sicurezza. Tuttavia, Amato ha criticato alcune evoluzioni, facendo un riferimento indiretto al primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu: “Al mondo ebraico nessuno ha fatto più male di Netanyahu”.
La posizione sulle manifestazioni per Gaza
Amato ha espresso il suo punto di vista anche sulle manifestazioni pubbliche a favore della pace e di Gaza. Secondo l’ex premier, spesso il vero motivo dietro queste proteste sarebbe più legato all’opposizione a Israele piuttosto che a un sincero slancio verso la pace. Ha spiegato: “Il combustibile delle manifestazioni che sono ‘per’, in questo caso ‘per la pace’, è essere contro”. Ha aggiunto un’invettiva contro chi, a suo parere, usa il tema della pace come pretesto per attaccare una sola parte del conflitto: “Io sono per la pace e sono contro chi fa morire i palestinesi”.
Un richiamo alla sincerità nelle manifestazioni
Infine, Giuliano Amato ha concluso con un appello a dimostrare coerenza tra gli obiettivi dichiarati e le azioni successive. Ha detto: “Io mi aspetterei che il giorno che gli ostaggi verranno rilasciati qualcuno vada ad esprimere un po’ di gioia, per dimostrare che il ‘per’ era vero e non era solo l’alibi del contro”.
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