Politica

“Lavori con le multinazionali!”. Come si scannano a sinistra: Saviano attacca Zerocalcare

Lo scrittore critica mister "Io non condivido spazi coi nazisti". E scatta la faida tra censuratori: anche Roberto ha firmato l'appello anti "Passaggio al Bosco"

zerocalcare saviano
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Mistero a Più Libri, Più Liberi. Durante il suo intervento all’Arena Robinson, infatti, Roberto Saviano ha tenuto il suo solito (semi)incomprensibile intervento per spiegare perché ha firmato l’appello contro la casa editrice Passaggio al Bosco ma poi ha comunque deciso di presentarsi all’evento che lo vedeva come ospite. Nel farlo, lo scrittore sembra aver infilzato (pur senza citarlo) quel Zerocalcare che invece ha deciso di non condividere l’aria e gli spazi con “i nazisti”.

“Non si deve mai avere paura dei libri e del confronto”, ha detto Saviano criticando chi pretende patenti di purezza, fa “chiamate alle armi” e poi “collabora con le multinazionali” vendendo i suoi prodotti creativi alle piattaforme. “In quel mondo ci sei, dannazione. E anche io. E le multinazionali fanno molti più danni di un banchetto. Faccio il puro per accarezzare i miei amici, e poi di là? Quando le multinazionali non rispettano i diritti sindacali ed evadono le tasse… ti sta bene?”. Repubblica non ha dubbi: “Molti hanno pensato a Zerocalcare per le due serie ‘Strappare lungo i bordi’ (2021) e ‘Questo mondo non mi renderà cattivo” (2023), distribuite da Netflix e una nuova arriverà nel 2026″, scrive il quotidiano.

L’intervento di Saviano

Nel corso di un incontro alla fiera romana Più libri più liberi, Roberto Saviano interviene sul caso Passaggio al Bosco e sul tema — tornato al centro del dibattito pubblico — della presenza di editori di area neofascista negli spazi culturali ufficiali. Lo scrittore, che già in passato era stato trascinato da CasaPound in una causa poi vinta, ricorda l’episodio con amarezza: «Io non ho firmato l’appello ma sono stato processato da CasaPound, ho vinto e non mi hanno pagato perché si nascondono. Io li odio. Ma, detto questo, quel mondo non vede l’ora di accedere a uno spazio democratico come questo ed essere attaccato».

Il ragionamento di Saviano si sviluppa a partire da un principio netto: non si devono temere i libri, né sottrarli alla discussione pubblica. «Ho letto Evola — spiega — ne vedo i pregiudizi, l’orrore, ma imparo. Non posso leggere solo ciò che mi conforta. Mai avere paura dei libri: si smontano, ma non si temono». Una posizione che mira a distinguere la critica culturale dall’idea di interdizione, e che Saviano applica anche al caso Passaggio al Bosco, la casa editrice incriminata di dare spazio alla destra radicale.

“Il problema è Atreju”

Saviano sottolinea come la presenza di un editore in una fiera che rispetta le regole democratiche non debba essere un tabù: «Il tema non è condividere lo spazio con una casa editrice che ha accettato, si è piegata, alle regole democratiche di una fiera. Il problema è andare ad Atreju». Un riferimento diretto alla kermesse politica organizzata da Fratelli d’Italia, a cui tanti esponenti della sinistra hanno deciso di partecipare.

Lo scrittore ricorda che a Più libri più liberi la pluralità è la norma: «Idrovolante, per esempio, è qui: pubblica Codreanu, i nazisti giapponesi. Mai avere paura dei libri». E rilancia un monito a chi oggi rivendica una purezza ideologica ma allo stesso tempo opera sulle grandi piattaforme digitali: «A chi non viene qui e poi però sta sulle piattaforme delle multinazionali dico: occhio alla purezza. È la stessa contraddizione nella quale mi ritrovo anch’io».

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