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Le 3 insidie di una presidenza Biden - Seconda parte

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Su questo, la ricetta di Biden appare molto lacunosa. Il candidato democratico dovrebbe aver in parte riconquistato l’operaia muraglia blu del Midwest, ma è anche del tutto subalterno all’agenda ambientalista, uno dei grimaldelli globalisti per cui è passata la distruzione dell’industria. Con costi umani elevatissimi: quelli che, nel 2016, spostarono verso il rosso il tradizionale blue wall.

Biden è pronto a riportare gli Usa pienamente nell’alveo delle liturgie mondialiste: Oms, trattati internazionali, liberoscambismo. Aver ignorato che il paradigma ereditato dagli anni Novanta è decotto è stata una delle cause del tracollo della sinistra occidentale. Se il probabile presidente Usa decidesse di voltarsi dall’altra parte anche stavolta, danneggerebbe il Paese e il suo stesso partito. Specie con la Corte Suprema ostile, un Senato malsicuro e una vittoria molto meno convincente delle aspettative, oltre che contestata. Così, per la sinistra, Biden finirebbe per essere il canto del cigno.

Alessandro Rico, 5 novembre 2020

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honhil
honhil
6 Novembre 2020 17:02

“chi ama la libertà e la democrazia non può non amare l’America”, è il comune sentire. Eppure quella libertà e quella democrazia che hanno permeato il mondo, e che hanno fatto sognare una dietro l’altra anche molte e molte generazioni di non americani, da quando i dem d’oltre oceano hanno cominciato a scimmiottare quelli dello Stivale, si sono molto annacquate. Tanto che adesso, nel caos indescrivibile di questo inenarrabile viaggio attorno, e dentro, alle elezioni presidenziali, la stampa mainstream può tranquillamente santificare Joe Biden e dipingere Donald John Trump come un teppistello qualsiasi. In perfetta sintonia con la nostrana stampa dalla schiena dritta. Silenzio assoluto invece quando, cinque giorni fa, ‘durante una conferenza stampa, lo speaker della Camera Pelosi ha affermato, una parola dietro l’altra: “Biden sarà presidente qualsiasi sia il risultato finale”. Insomma, la Pelosi ha fatto autogol e ha svelato il piano di Obama: scalzare con ogni mezzo Trump dalla Casa Bianca. Operazione, in un certo senso, istituzionalmente facile: è, infatti, a quella ‘Camera che spetta l’elezione del Presidente degli Stati Uniti, se nessun candidato ottiene la maggioranza assoluta dei voti dei grandi elettori presidenziali’. Ragion per cui, se Biden non riesce a farsi eleggere dalle urne, e non ce la farà al netto dei molto contestati voti pervenuti per posta, è la Pelosi che preparerà l’incoronazione insieme… Leggi il resto »

marcor
marcor
6 Novembre 2020 12:46

Se Supertrump non ce la dovesse fare, gli Usa si avvieranno verso
l’oligarchia.

Francesco
Francesco
5 Novembre 2020 21:57

Visto che parlate cosi’ tanto di liberta’ magari evitate di censurare i commenti che sono a voi sgradevoli…

flavio stefanini
flavio stefanini
5 Novembre 2020 21:53

Non pensiate che sia finita…Trump c’è e lo sentirete ancora.. perchè parlo per contatto con amici negli states e mi arrivano da tutte le parti prove di porcherie che “gli” affamati di potere Democrats, i soliti ,avevano progettato da lungo tempo questi brogli ” a tutti i costi..”..e la battaglia finale è iniziata…ci sarà lo scontro finale..e verranno smascherati…davnti a tutto il mondo..(spero)

wisteria
wisteria
5 Novembre 2020 20:22

Per gli elettori americani, che hanno sbagliato e se ne accorgeranno, questa presidenza sarà nefasta, ma in definitiva gli USA resteranno un paese ricco cco. Il peggio sarà per noi. È una Vittoria della cultura della peggior sinistra. Anche i nostri immigrati giocheranno agli Antifa e BLM. E considerate che i nostri africani sono molto meno civili degli afroamericani.

Francesco
Francesco
5 Novembre 2020 19:32

I risultati non sono ancora definitivi ma il solito hit-piece non manca.

“Aver ignorato che il paradigma ereditato dagli anni Novanta è decotto è stata una delle cause del tracollo della sinistra occidentale.”

Quando e’ stata l’ultima volta che la destra ha governato in Italia? 9 anni fa con Berlusconi.
La Sinistra e’ decotta ma la destra non e’ che stia meglio…

GIORGIO BORGATO
GIORGIO BORGATO
5 Novembre 2020 19:20

I Dem l’han scelto proprio perchè ammalorato , semiestinto . Entro sei mesi diranno che è malato e lo rimpiazzeranno con uno molto peggio di lui , un ‘tecnico’ completamente asservito al Nuovo Ordine Mondiale . La guerra al Mondialismo , da parte di chi come me è completamente avverso , sarà lunga e durissima , . . la prima battaglia è stata persa ? , va bene , la guerra continua .

Flavio Pantarotto
Flavio Pantarotto
5 Novembre 2020 19:00

Ottimo riassunto.
Sul canto del cigno, però, sono di diversa opinione:
La sinistra italiana da anni ha abbandonato la Casa del Popolo per dedicarsi, assieme ai centristi cattolici, ai salotti culturali ed ai Consigli di Amministrazione delle banche, in compagnia delle grandi imprese che con le “privatizzazioni” dell’epoca Prodi hanno sostituito i Monopoli statali con quelli privati.
Secondo me alla sinistra statunitense e mondiale accadrà lo stesso fenomeno.
L’ultimo governo italiano che ha fatto “qualcosa di sinistra” fu quello di Berlusconi.
Probabilmente anche il vituperato Putin sarà ricordato così, e lo stesso toccherà al repubblichino-guerrafondaio-fascista Trump.
Il canto del cigno della sinistra l’ha cantato chi di sinistra non è mai stato.
Titolo del prossimo articolo: IL SECOLO DEL PARADOSSO.