Le due anime di Vasco Rossi: il genio e il cretino

Oltre che vittima di certe leggi finanziarie, il ceto medio è anche da sempre il bersaglio preferito delle rockstar: la vera rockstar non può non oltraggiare la borghesia, perché è proprio per mezzo di questo oltraggio che afferma la propria personalità eccezionale e superumana. È dunque molto curioso che in Italia la rockstar per antonomasia sia stata, e sia, un signor Rossi: anche se poi, nel suo caso, la medietà del cognome è affiancata e riscattata da quel nome di battesimo con pochi precedenti. E basta questa drastica antinomia, in un certo senso, a racchiudere la sua personalità: perché tanto è ordinario, cafone e volgare il signor Rossi quanto Vasco è sensibile e carismatico. Ma non c’è momento in tutta la sua discografia che non sia frutto di questa coabitazione: in ogni album, in ogni canzone, in ogni strofa li ritroviamo entrambi, tanto diversi quanto inseparabili.

Difficile dire se nel suo pezzo forse più famoso, Vita spericolata, ci sia più del Vasco o del signor Rossi. Certo il signor Rossi si fa sentire: quanto è triste, ad esempio, la sua spericolatezza? Farsi un cicchetto al bar sotto le Due Torri a Bologna, e sai che sballo: già la città non è proprio New York, e poi solo qualche pover uomo senza uno straccio di prospettiva potrebbe immaginare quel localino come il crocevia di chissà quali personaggi illustri.

In Vasco Rossi convivono sempre due anime: il genio e il cretino. E nei loro confronti, la critica musicale italiana è passata da un eccesso all’altro: all’inizio ha visto solo il cretino, adesso vede solo il genio. Prima pesavano su Vasco Rossi una serie di vizi capitali e fu abbastanza facile additarlo come simbolo del dilagante qualunquismo. Adesso la rockstar ha scoperto e messo in atto un modo molto semplice per sopravvivere anche senza tessera di partito: vendere. A questo punto la critica musicale, messa con le spalle al muro, fa l’unica mossa possibile per neutralizzare la rockstar: la ingloba. La accetta come cantautore honoris causa, anzi come il più grande cantautore della sua generazione.

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65 Commenti
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Silvano Cavallero
Silvano Cavallero
17 Luglio 2019 10:28

Buongiorno Carlotta, (17/7/19)
girovagando sul sito sono rimasto sorpreso e attratto dai 64 ! commenti a questo articolo.
Di solito, gli articoli ricevono da pochi a 20 commenti. Dopo aver percorso desolatamente la strada delle ingiurie ho letto le sue osservazioni e mi hanno ripagato dall’aver perso tempo camminando tra tanta spazzatura. Grazie.
Le sue parole mi serviranno come testimonianza in qualche conferenza o descrizione.
E’ una sintesi perfetta del comportamento degli italiani, a qualunque categoria professionale appartengano. Può trovare altri commenti , meno sintetici, sul nostro sito lavoratoriveri.it

Martina
Martina
11 Giugno 2019 20:01

Tutti ciò mi fa molto ridere. Non so se mi hanno divertita più i commenti o l’articolo.
Per fortuna nel 2019 ognuno può esprimere il suo pensiero e ovviamente può essere condiviso o meno.
Mi sono sempre chiesta perché la gente debba palesare le sue idee e le sue opinioni argomentandole in un modo che va al di fuori da ogni tipo di immaginazione.
Parlo da fan di Vasco, potrei essere quindi di parte, ma di cosa stiamo parlando?
Magari noi saremo un branco di scemi con la pelle d’oca dall’inizio alla fine di OGNI suo concerto, ma preferisco essere così che priva di emozioni scrivendo articoli vomitando parole come questo buon giornalista incazzato con la vita.

CARLOTTA
CARLOTTA
11 Giugno 2019 13:40

Come vede, caro Serino, Vasco Rossi per certuni È Gesù Cristo, non ne puoi parlare male, e se oltre ad apprezzare le sue canzoni non lo collochi anche ai vertici della pop philosophy come profeta assoluto e disvelatore di arcani, sei un cretino, un nessuno che non capisce niente, un incompetente, un deficiente, un tristone, un infelice, un presupponente, una nullità fatta e finita. Si chiama pensiero unico, e se non fosse che questa modalità avversa alla libertà ha invaso anche molti altri ambiti ben più importanti dei concerti del Kom, mi ci metterei a ridere. Purtroppo però non rido, perché se penso che la più parte delle battaglie politiche oggi non passa attraverso la disamina oggettiva dei programmi ma attraverso la deprecazio dell’avversario, la voglia mi passa. Se voti uno che non piace al pensiero unico sei autolesionista, ignorante che non ha neanche una laurea, fascista, razzista, canaglia e anche blasfemo perché il tuo voto non è gradito in Vaticano. Mai che si dibatta sui problemi concreti e su come risolverli davvero, che sarebbe poi l’importante. Chi come me crede nella libertà e guarda con interesse al cambiamento senza per forza volersi-doversi infatuare di nessun politico in particolare, nel pensiero unico non ha luogo né tempo, perché usa la sua testa, non fa massa e non coltiva idee “a… Leggi il resto »

Flashescatti
Flashescatti
10 Giugno 2019 0:32

Questo articolo, scritto in maniera impeccabile nella forma, e per certi versi nel contenuto. Ha però un retrogusto un po’ stantio. Penso sia stato conservato troppo a lungo e male, oppure sia stato ripescato tra i rifiuti organici della memoria redazionale.
È passato inosservato in prima battuta perché buttato nell’indifferenziata differenza?
E a che scopo ripescarlo ora, dal rifiuto solido della rimuginazione, con la certezza che finisca, stavolta, nella differenziata indifferenza?
Penso che la risposta sia esplicitata in auto-ritorsione nell’articolo stesso “un modo molto semplice per sopravvivere anche senza tessera di partito…”.
Io riproverei con “vascorossi tutto attaccato”, magari con un hashtag che lo precede, visto che ora siamo nel 2019, se non erro!

Flashescatti
Flashescatti
10 Giugno 2019 0:31

Questo articolo, scritto in maniera impeccabile nella forma, e per certi versi nemmeno nel contenuto. Ha però un retrogusto un po’ stantio. Penso sia stato conservato troppo a lungo e male, oppure sia stato ripescato tra i rifiuti organici della memoria redazionale.
È passato inosservato in prima battuta perché buttato nell’indifferenziata differenza?
E a che scopo ripescarlo ora, dal rifiuto solido della rimuginazione, con la certezza che finisca, stavolta, nella differenziata indifferenza?
Penso che la risposta sia esplicitata in auto-ritorsione nell’articolo stesso “un modo molto semplice per sopravvivere anche senza tessera di partito…”.
Io riproverei con “vascorossi tutto attaccato”, magari con un hashtag che lo precede, visto che ora siamo nel 2019, se non erro!

guido prussia
9 Giugno 2019 19:59

L’articolo più idiota mai scritto su Vasco Rossi, dettato da bile scomposta. Del resto credo in Cesare Lombroso e visto la faccia e il fisico dell’autore tutto torna.
L’invidia fa anche scrivere idiozie
..

Claudio
Claudio
9 Giugno 2019 16:50

…. Eh gia…. Il senso del mio discorso è proprio paragonare vasco e ronaldo…. Molto acuto e perspicace rocco…. Molto….

Filippo Andreoli
Filippo Andreoli
9 Giugno 2019 10:17

Che ignoranza di articolo. Non avete proprio di meglio da fare.
Degni eredi del Salvalaggio anni ’80.

Ah, giusto per informazione: il Roxy Bar in Via Indipendenza non ha assolutamente nulla a che fare con Vasco Rossi. Il Roxy Bar citato nella canzone è ispirato a Fred Buscaglione.
Solo per dire quanta ignoranza regna, e soprattutto senza la minima informazione.