Le scorrettezze dei politicamente (ultras)corretti (Giovanni Sallusti)

Politicamente Scorretto

Autore: Giovanni Sallusti
Anno di pubblicazione: 2020
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Devo confessare che avevo un certo pregiudizio prima di leggere Politicamente corretto. La dittatura democratica edito da Giubilei Regnani.

Critica al politicamente corretto

E non certo per colpa di Giovanni Sallusti, si tratta di un giornalista che conosco bene e di cui apprezzo i punti di vista. Era proprio questo il motivo: conosco bene i punti di vista di Sallusti, che sono anche quelli di chi scrive queste note: l’allergia verso certi tic della cultura italiana, l’idiosincrasia verso il conformismo di giudizi sempre uguali e scontati. Temevo di leggere ciò che sapevo. E condivido.

Niente di più sbagliato. O meglio, il libro sviluppa in modo sapiente una critica al politicamente corretto, ma con argomenti nuovi, inediti, mettendo in fila situazioni e casi concreti. Parte da una geniale trovata narrativa: «piacere, mi chiamo Giovanni Sallusti. Sono un maschio, bianco, cristiano, eterosessuale… Quattro caratteristiche descrittive che nell’incubo quotidiano che ci ha ipnotizzato (o quasi), sono diventate quattro parole tabù».

Ogni capitolo del libro sarà dunque dedicato al «racconto della loro messa al bando». Sono 130 pagine, non di più, che ci conducono per l’orrore intellettuale a cui siamo arrivati, una dittatura del pensiero che ha diversi sacerdoti. Michela Murgia che riesce a tracciare l’idea del maschio come colpevole a prescindere, come il figlio del boss mafioso, che indipendentemente dalle proprie responsabilità è colpevole per quell’aria che ha respirato. Ezio Mauro e il suo sopracciglio alzato, più subdolo e sofisticato, disgustato da quella «razza bianca», quella che solo per la sua esistenza si deve far perdonare qualcosa. E ancora Michele Serra e Fabio Fazio, sconvolti dalla giornalista del Tg2 in onda con il crocefisso, che per la sua esibizione diviene per tabulas definita «confessionale».

E infine, scrive Sallusti, quell’idea della sessualità un tempo bandiera del libertarismo oggi scaduta in voglia liberticida. Per la quale non è importante affermare e rispettare la diversità, ma cancellarla. Per arrivare a quei monumenti al ridicolo ben rappresentati dall’ansia di voler sposare Dylan Dog, sì proprio lui, con Groucho, quasi a far dimenticare l’attitudine da playboy dell’indagatore dell’incubo ben radicata nei suoi lettori decennali.

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5 Commenti

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  1. Bianco, cristiano ed eterosessuale.
    Marrone, islamico e… di bocca buona.
    Ai primi requisiti rispondiamo quasi tutti. I secondi caratterizzano molti dei terroristi in prima pagina negli ultimi anni, da Ali Agca in poi.
    Anche Luciana Lamorgese risponde ai primi, quanto Adolf e Benito, Roberto Speranza, Pietro Pacciani, Erika ed Omar, personaggi quantomeno discutibili della storia recente. Ma non c’entra.
    Credo che in molti Paesi di cultura islamica sia in atto la “pulizia etnica”: cercano di evolversi verso una maggiore apertura al mondo, privilegiando lo sviluppo di una cultura laica, industriale e commerciale, definirla “occidentale” è ingiusto ma rende l’idea. Questo ha messo in moto le guerre interne, come successe in Libano negli anni ’70. Purtroppo la crisi mondiale e la politica espansionistica Cinese hanno finito per impoverili, col risultato di sviluppare una reazione “conservatorista”, e, si sa, chi grida più forte , dove la cultura media è di basso livello, diventa il leader. Da qui la crescita dell’integralismo.
    Purtroppo il fronte si sposta di continuo, e dove i moderati prevalgono gli integralisti scappano per non finire nelle fosse comuni, e dove prevalgono i vari ayatollah scappano i moderati, con lo stesso obiettivo.
    Il generale Karadzic lo ricordiamo, no? Era bianco, cristiano e… boh. Ma siamo andati a fermarlo, con le bombe. Srebrenica come Auschwitz. Ma sottoterra ci finivano i musulmani, per di più proprio i moderati.
    Quelli che riescono a scappare, comunque, arrivano tutti qua; brave persone, che con una zucca ed un manico di scopa costruiscono una chitarra, mescolate a tanti ‘indesiderabili”, che se tali sono nel loro Paese, figuriamoci nel nostro.
    La PREMEDITATA OMISSIONE delle azioni necessarie a rispedire questi ultimi a fare il Risorgimento o la Controriforma al loro Paese, questo è il problema: ed è solo uno degli ingredienti messi nel pentolone della “Guerra fra poveri” che vediamo profilarsi all’orizzonte. Messi da bianchi, cristiani ed eterosessuali.

  2. A proposito di politicamente corretto. Fate un confronto tra i titoli dei Principali giornali Francesi e Italiani sugll’attentato terroristico di matrice islamica a Nizza di ieri: noterete subito nei nostri la mancanza di una parola (la stessa guarda caso non pronunciata dal nostro Presidente durante il suo intervento), ben presenti su quelli francesi (quell’Islamico che identifica chiaramente il tipo di terrorismo). Caro Porro, spero che nella zuppa di oggi almeno lei faccia notare il livello di ipocrisia che abbiamo raggiunto in nome del politicamente corretto: come direbbe lei “siamo morti, abbiamo già perso”

    • Perfetto e non solo, i nostri Media quando succede qualche fatto di sangue come nei giorni scorsi in Francia tendono a dire il più tardi possibile di quale razza o paese sia il delinquente quasi ad aver paura di condannare un islamico prima di esserne totalmente sicuri.
      Ormai non c’é più uno spot pubblicitario dove non ci sia almeno uno di colore o una coppia gay. E’ vero, essere bianchi, cristiani ed etero è proprio il peggio che possa capitare ma io ne sono fiero.

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