Cronaca

Le strane armi dei centri sociali le hanno inventate i palestinesi

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Scontri Polizia Vicenza

La notizia che esponenti dei centri sociali hanno cercato di bloccare la presenza di Israele alla fiera “VicenzaOro”esponenti dei centri sociali hanno cercato di bloccare la presenza di Israele alla fiera “VicenzaOro” ha fatto il giro di tutte le redazioni, da quelle televisive a quelle della carta stampata. Insomma, questa volta a Vicenza, si sono registrati atti di violenza da parte dei centri sociali durante uno degli eventi fieristici più importanti della stagione.

Molte testate, probabilmente seguendo l’Ansa, hanno riportato che all’interno dell’esposizione “VicenzaOro” fosse presente il padiglione dedicato a Israele, e che proprio quello era l’obiettivo preso di mira dagli antagonisti che, per raggiungerlo, hanno ingaggiato uno scontro con la polizia al fine di sfondare il cordone di sicurezza. Mentre chiedevano lo stop alla guerra in Medioriente e la cancellazione dello Stato Ebraico dalla cartina geografica, modello Nasser pre 1967, i manifestanti hanno lanciato alcuni candelotti di lacrimogeni per confondere i poliziotti e durante la grave aggressione, che si è conclusa con nove feriti, uno dei quali seriamente ustionato, sono stati usati, come dichiarato da Valter Mazzetti Segretario generale Fsp Polizia di Stato, fuochi artificiali modificati e contenenti schegge metalliche.

Vale la pena ricordare che i primi fuochi artificiali modificati con schegge metalliche e pallini di acciaio furono usati contro le forze di sicurezza israeliana durante la seconda intifada e per condurre attentati a civili su macchine in transito. Per cui si tratta di un brevetto palestinese ormai esportato verso i compagni di tutto il mondo. Alla fine, per respingere l’assalto, i poliziotti sono dovuti ricorrere all’uso degli idranti. Nella manifestazione, autorizzata dalla questura su un percorso prestabilito e alla quale oltre ai centri sociali hanno preso parte anche altre sigle legate alla sinistra extraparlamentare, erano esposte numerose bandiere della Palestina e striscioni con gli slogan “Blocchiamo Israele”, “Stop war” e “Free Palestine”.

C’è poi stata la deviazione con il chiaro intento di arrivare alla fiera in corso e in quel momento i manifestanti sono entrati in contatto con la polizia e da lì le conseguenze appena descritte. Ma c’è un ma, anzi una semplice domanda: prima di armare tutto questo ambaradam, i centri sociali e anche le altre sigle legate alla sinistra extraparlamentare si sono presi la briga di consultare l’elenco degli espositori? Così, solo per sapere dove si trovava esattamente lo stand da devastare nel caso fossero riusciti ad entrare nel quartiere fieristico? Probabilmente no.

Eppure, sarebbe bastato consultare il sito di VicenzaOro per capire che gli stand presenti sono di ditte private che arrivano da tutto il mondo. Ripeto, ditte private, probabilmente anche da Israele o di proprietà ebraica provenienti dal resto del mondo. Ma non uno stand ufficiale sponsorizzato da qualche ente governativo israeliano. Per capirlo sarebbe bastato navigare pochi minuti a questo linknavigare pochi minuti a questo link.

A questo punto è obbligatoria una riflessione: o gli organizzatori non si sono bene organizzati e a loro bastava colpire alla cieca all’interno della Fiera e chissenefrega, oppure il link lo avevano navigato e si erano segnati gli stand delle ditte private israeliane o comunque di proprietà ebraica e, in questo caso, il tutto prende un aspetto diverso e inquietante. Perché l’intento di colpire proprietà ebraiche va oltre il voler fermare la guerra in corso e si copre di puzzolente antisemitismo.

Sì, lo so che a sinistra sono tutti antisionisti e anti-israeliani, che ci tengono a non essere antisemiti, come so benissimo che sono bravissimi a piangere gli ebrei morti, ma solo se uccisi dai nazisti e dai fascisti e prima del 1948. Sì, a sinistra ci tengono tanto a non essere chiamati antisemiti, e forse ci credono pure, ma se camminano come anatre e parlano come anatre, probabilmente sono anatre.

Detto questo, rimane un dubbio: perché l’Ansa nel suo lancio, che poi ha portato in errore il resto dei giornali, ha riportato l’esistenza dell’inesistente stand Israele? Non sarà mica che si volesse dare una sorta di copertura postuma, di minima giustificazione a chi ha messo a ferro e fuoco le zone limitrofe alla fiera? A pensare male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca.

Michael Sfaradi, 21 gennaio 2024

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