Peggio di quella che è apparsa come una ‘chiamata’ alle armi del sindaco di Bologna c’è stato, ieri, il fatto di dover mandare i poliziotti in piazza a fare da bersaglio ai soliti e ben noti criminali che aspettano l’occasione per fare violenza contro il personale in divisa e devastare tutto. Un’occasione che Lepore gli ha fornito con grande sollecitudine su un piatto d’argento sfruttando, con incredibile irresponsabilità, l’onda emotiva scatenata dall’episodio drammatico della morte di Fakir, su cui ancora si è appena iniziato a fare chiarezza. Una decina di questi gentiluomini sono stati fermati finora ma siamo certi che presto potranno tornare a casa con un premio o un encomio per le loro gesta eroiche perché, oggi come oggi, aggredire la polizia non solo non è più un comportamento da impedire o da punire ma un vanto per chi lo fa.
Dopo l’assurda violenza di ieri che il sindaco doveva dare per scontata, contiamo oggi un bel po’ di feriti dei Reparti mobili: 14 agenti di Padova; 26 di Firenze, 16 di Bologna; oltre a quelli della della locale questura. Tutte le spese di questa mattanza e dei danni provocati dai violenti ai mezzi delle forze dell’ordine e alla città dovrebbero secondo noi essere risarcite dal sindaco personalmente, il quale sembra pensare che gli agenti siano manichini a sua disposizione, sacrificabili e da mandare a farsi fare a pezzi. E, purtroppo, evidentemente non è l’unico.
Valter Mazzetti, 21 luglio 2026
*Segretario generale Fsp Polizia di Stato
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