Qui al bar, lo confessiamo, abbiamo assistito con una certa perplessità al coinvolgimento di un cofondatore di Anthropic, Chris Olah, nella presentazione dell’enciclica di Leone XIV sull’intelligenza artificiale. I più maliziosi avranno pensato che il Papa che dice di non voler entrare in polemica con Donald Trump, in realtà, non perde occasione per fargli qualche dispetto. I meno maliziosi, ma ben informati, avranno notato che il tentativo di Anthropic di accreditarsi come l’unica IA buona del mondo poggia su basi un po’ fragili: in Magnifica humanitas, il Pontefice chiede trasparenza sugli algoritmi, controllo democratico sul loro funzionamento e i loro scopi. Tutte prescrizioni che la creatura di Amodei si guarda bene dall’osservare, comprensibilmente gelosa dei suoi segreti industriali e delle sue strategie di mercato.
La “pubblicità” ricevuta dalla Santa Sede avrà aiutato, ma non è solo per quello che è stata valutata 965 miliardi di dollari, più dei concorrenti di OpenAI, che sono quelli cattivi. Per carità, c’è stato questo scatto etico rispetto all’utilizzo bellico di Claude da parte del Pentagono e alle pretese smisurate del ministero della Guerra americano. Dopodiché – come ha fatto notare Federico Rampini – il creatore di Anthropic non è certo il Mahatma Gandhi: pure lui ha dovuto confermare che crede “fermamente nell’importanza esistenziale dell’utilizzo dell’IA per difendere gli Stati Uniti e le altre democrazie”. Non vorremmo che il Vaticano si faccia bastare le operazioni di facciata, il corrispettivo tecnologico del greenwashing. Anthropic ha la sua “costituzione” liberal e open source, è un’azienda fighetta dalla fama radicale, ma il suo pacifismo si ferma dove iniziano gli affari veri, ovvero dove il governo decide che lo show hippie in favore di opinione pubblica e teologi deve terminare.
Qui al bar siamo adulti e (un po’) vaccinati, non ci meravigliamo, non ci scandalizziamo, ma nemmeno ci facciamo coglionare. Lì in mezzo il più pulito ha la rogna e allora si tratta di sciogliere un dubbio: il Papa, da bravo realista, parla con tutti e prova a tirare dalla sua chi ci sta? Oppure si fa prendere per fesso pur di prendere a sberle Trump?
Il Barista, 29 maggio 2026
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