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Moneta e libertà, la lezione attuale di Fiume - Seconda parte

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Il nazionalismo dello spirito italiano come lo concepivano altri stati era rifiutato dai fiumani, considerato come un prodotto del nord capitalista imposto agli italiani per colonizzarli. Sapete come? Con la lingua comune, ma soprattutto con la moneta. Se leggete Yoga, la rivista dell’avanguardia fiumana, trovate come primo punto nel loro programma la sovranità della moneta. Per i fiumani gli Stati del nord (Germania, Francia, Inghilterra, Stati Uniti) avrebbero cercato di conquistarci con l’economia e la moneta. Per loro l’Italia non aveva niente a che spartire con gli Stati del nord: ritenevano lo spirito italico adatto a coltivare la terra, pescare e commerciare, ma non all’industria pesante. Quest’ultima, trapiantata in Italia, avrebbe condotto alla rovina un Paese di artigiani e piccoli imprenditori commercianti. Il nazionalismo dei fiumani, inoltre, prevedeva un’ampia autonomia per tutte le regioni d’Italia.

Insomma, c’è qualcosa da capire e da imparare dall’impresa di Fiume. Del resto, i suoi protagonisti erano sognatori e i sognatori, a volte, vedono il futuro…

Alessandro Gnocchi, 11 settembre 2019