L’illusione di Zingaretti: aggrapparsi ai grillini non salverà il Pd

Condividi questo articolo


Povero Zinga,  solo ora si accorge che, nonostante il matrimonio con i 5 stelle, il coniuge non vuole assolvere ai  doveri coniugali, negandogli l'”alleanza”, con il rischio di far vincere quasi ovunque il centrodestra. È un lamento che, sia pure quasi lanciato alla fine del film, ha lo scopo di creare qualche effetto, di impaurire Luigi Di Maio e soci, di portarli a diventare i portatori d’acqua del Pd (quando un post comunista parla di “alleanza” questo vuol dire) ma che difficilmente otterrà l’effetto desiderato, al di là di casi locali.

La sorpresa di Nicola Zingaretti è probabilmente genuina perché bisogna conoscere il personaggio. Pur non essendo anzianissimo Zinga viene direttamente dall’ultima Ddr, dal socialismo reale, peraltro elogiato nel suo unico libro che ha, diciamo cosi, scritto. Ultimo socialismo reale in Italia voleva dire la Fgci ai tempi di Enrico Berlinguer e dei suoi tardi emuli, Alessandro Natta e Achille Occhetto. Quindi  incontro tra le  “masse popolari” (elettori del Pci) e le “masse cattoliche” (quelli della Dc), compromesso storico, più accordi (appunto “alleanze”) con la “società civile”, in realtà con le grandi e piccole corporazioni del paese: sindacati, imprenditori legati alle sovvenzioni statali, mondo della finanza, Chiesa (concepita come una corporazione). Insomma con il grande “partito romano”: non a caso l’interlocutore preferito di Berlinguer e del Pci non era Aldo Moro ma, contrariamente a quanto si crede, Giulio Andreotti, e questo ancora negli anni Ottanta.

Questa cultura politica è passata nei nipotini di Berlinguer, di cui Zingaretti è l’ultimo rappresentante prima della auspicabile estinzione, per questa ragione del resto era stato messo alla guida del Pd, dopo la stagione renziana che, senza successo, aveva cercato di rompere con la mentalità berlingueriana. Solo che Zingaretti era stato scelto come protettore della roba della ditta, cioè del potere partitocratico del Pd quando si trovava all’opposizione, cosa letale per un’organizzazione che, essendo il partito delle corporazioni, ha bisogno come l’aria di soggiornare nei ministeri.

Poi, errori degli altri e fattore C, hanno proiettato un apparatchiki politicamente mai andato oltre Viterbo e Gaeta, in un leader potenzialmente internazionale. Il problema è che la sua mentalità politica è rimasta la solita, cioè fondamentale conservativa di un’Italia che non esiste più. L’iniziale ostilità del segretario al governo giallorosso era infatti  probabilmente reale, ma per timore di non essere in grado di gestire la situazione.

Timore fondato, del resto, visto che Zingaretti è un re travicello minacciato ora dalla dissidenza dei ex renziani  ma soprattutto da quelli che lo appoggiano a spada tratta – è tradizione nel Pd il pugnale venga estratto da chi un minuto prima ti ha giurato eterna fedeltà. E Zinga vede rovinare il suo regno, e soprattutto quello della roba che il Pd è potuto tornare a accumulare nei ministeri, in caso di sconfitta rovinosa alle regionali.

Quindi, sfoderando le care vecchie categorie berlingueriane (le uniche che possiede) Zingaretti si illude di vedere nei 5 stelle un prodotto delle “masse popolari”, quelle che nel frattempo hanno abbandonato il Pd ma che lui giura ancora di rappresentare. Alleanze tra partiti di masse popolari con la benedizione di Sergio Mattarella, di Jorge Mario Bergoglio, che ha lungamente ricevuto il presidente della Regione Lazio giorni fa, della grande burocrazia, della imprenditoria foraggiata, dei sindacati e last ma niente affatto least, degli euro burocrati: quanto di più berlingueriano.

Peccato che i 5 stelle non siano un partito di masse popolari. Restano una galassia ancora difficile da definire, ma certo nel governo hanno fin d’ora dato più filo da torcere al Pd di quanto Zingaretti si attendesse. È vero che i pentastellati possiedono il doppio dei parlamentari del Pd ma i post cattocomunisti credevano di mangiarseli a colazione per maggiore esperienza mentre su diversi dossier sono Di Maio et cio. a portare il Pd in altre direzioni.

Zingaretti continua a pensare che i 5 stelle siano un partito e a crederli perciò interessati al radicamento locale. Niente di più sbagliato: ai 5 stelle delle elezioni amministrative e soprattutto di quelle regionali è sempre importato assai poco. Non saranno perciò disposti a siglare alcun patto organico che li vincolerebbe non solo nel governo ma anche per le elezioni del Quirinale e per il voto politico. Per un piatto di lenticchie poi, visto che il Pd al massimo può offrire ai 5 stelle che uno di loro sia candidato unico dei giallorossi solo dove perderanno sicuramente, mentre certo non può rinunciare a Vincenzo De Luca, a Michele Emiliano, e a Eugenio Giani in Toscana.

Ti è piaciuto questo articolo? Leggi anche


Condividi questo articolo


21 Commenti

Scrivi un commento
  1. Per il Sig. Losurdo

    Forse non mi sono spiegata, Lei mi ha richiesto se facessi parte della categoria degli evasori fiscali, io le ho risposto che sono una lavoratrice dipendente quindi con prelievo fiscale alla fonte.
    Se vuol sapere se esigo scontrino o ricevuta fiscale con ogni partita IVA con cui entro in contatto la risposta è sì.
    Non ho collaboratrice domestica.
    Quindi I miei risparmi (derivanti esclusivamente dal mio reddito di dipendente) sono in Italia e non in qualche tesoretto estero.
    Quindi non evado.
    Mi lasci almeno la libertà di scegliere quale sia per me il miglior modello di economia domestica.
    Se poi Lei è un funzionario dell’Ufficio delle Entrate e io soggetta ad accertamento mi mandi regolare notifica.
    Buona serata

    ,

    • Era la risposta al concetto che lo Stato mangia il suo stipendio, ecco….si faccia i conteggi su un foglio excel….ma se li faccia fino al centesimo includendo tutto ma proprio tutto….avrà delle sorprese

  2. Terminati gli Stati Generali: l’Italia cede la Valle d’Aosta alla Francia, il Trentino all’Austria e la riviera romagnola alla Germania. Il PD: “è un nostro successo.” (cit.)

  3. Onestamente non so cosa faranno i pentastellari in materia di alleanze regionali, so per certo che il loro driver e quello di Drone PD è il medesimo ovvero: “POLTRONE whatever it takes “(per dirla a mo’ di Draghi-Treccani). Guardando alla storia recente, a mio avviso, il filo conduttore delle forze di sinistra è la frantumazione con momenti di aggregazione in funzione poltronizia. Non mi pare che il M5S, sfugga a questa legge della fisica politica.
    Quanto al segretario Dem, non so davvero se al momento è più efficace la comicità del Grillo a dire il vero piuttosto in crisi di identità ultimamente, oppure quella di Lozinga che agli Stati Farlocconi, dice con pathos e con l’aria di credere davvero alle sue irresistibili battute comiche, che la sua priorità è combattere la Burocrazia, cioè gli stessi Stati Farlocconi ???!!!!

  4. Articolo pieno di pregiudizi e di luoghi comuni, il cattocomunismo, la ditta, Berlinguer, gli euroburocrati, addirittura i rapporti con Bergoglio
    Ma al di del solito nulla e del bla bla di questo sito, in Italia non vi è spazio per nessuna politica seria.
    Agli italiani interessa solo meno immigrati (perché gli rubano il lavoro così dicono) meno tasse (così possono passare dallo stato di evasori a quello di contribuenti onesti), per poi lamentarsi che non funziona nulla, che abbiamo troppa burocrazia (sempre italiani sono) che è tutta colpa della UE, della moneta unica, ecc. ecc.
    Per questo, nonostante le buone intenzioni e i tanti economisti e leader competenti che girano intorno al csx, il grande volo non si farà mai.
    Draghi, a mio parere, si metterebbe alla guida del csx (perché viene da li) ma manca un popolo maggioritario perché oltre il 30-35% non si va salvo non scimmiottare la destra come faceva Renzi dando lo scalpo della libertà di licenziamento

    • Chissà perché il csx non va oltre il 35% nonostante l’appoggio di Bergoglio (vi brucia la verità) dei PDR e della Magistratura?
      Non ci riuscite proprio…. non ci riuscite neanche a mantenere il potere quando lo raggiungete.
      Forse i bravi economisti rossi e le loro buone intenzioni sono troppo personalistiche.
      Il bla bla bla lo ha fatto lei nella risposta, al pari degli italiani (lo è anche lei?).
      Si consoli con la lettura del Vangelo, magari troverà quelle risposte che la politica in cui crede non le ha dato.
      Forse troverà anche le risposte su alcuni dogmi rossi tipo Coop o MPS o Banca Etruria.

          • Ho risposto nel merito, in Italia vi è un 35 – 40% di italiani onesti e competenti che votono il csx il restante, la famosa maggioranza silenziosa, prima ineggiava al Duce, poi è passata ai demosocialisti, quindi Berlusconi ed ora Salvini.
            Questa maggioranza di italiani è composta da razzisti, evasori fiscali, corrotti, mafiosi, ignoranti, parassiti.
            Oh per carità qualcuno si salva ma è statisticamente irrilevante come le minuscole minoranze infinitesimali di qualche idiota di sx vi è.
            E da qui la sconfitta del csx e la vittoria del cdx.
            Poi vai in Europa e in USA e vinciamo noi: un po come la Juve, vince solo in Italia

        • Losurdo, si scrive gliel’ho data, non “glielodata”. Da ciò evinco che lei apprtiene alla categoria degli analfabeti di ritorno.

          • Secondo lei io ho il tempo di controllare l’ortografia?
            Scrive da un minuscolo cellullare e francamente non ho tempo ne voglia di controllare gli accenti!

        • Le rispondo con ritardo, non vorrei che pensasse che oltre che razzista, conservatrice ed evasore possa essere anche vigliacca.
          1) non mi è stato dato il diritto di evadere perché, come dipendente, lo Stato mangia prima di me sul mio stipendio (da quando avevo 20 anni)
          2) sono orgogliosamente razzista contro tutti coloro che sputano e rinnegano e vogliono spazzare via l’identità della mia Nazione (non parlo di Stato)
          3) appartengo alla categoria del “chianni” perché grazie all’immobilismo all’indecisione della classe dirigente che ha in mano il mio paese c’è poco da ridere.
          Il Fotti appartiene a gente tipo Bellanova, Boldrini, Bonafede, Conte, Lamorgese ecc.
          insomma la classe dei bravi onesti e puri politici che lei ama.

          • Dimenticavo i personaggi di spicco della categoria del “fotti”:
            I Kompagni!!!!!!!!!

          • Tutti gli anni preparo un rigoroso foglio Excel in cui calcolo tutte le tasse che pago in un anno, ma proprio tutte, perché sono abituato a conservare ogni scontrino/ricevuta fiscale/spesa ecc che sostengo in quanto tengo la contabilità familiare
            Inoltre conteggio anche le detrazioni/deduzioni/rimborsi che ricevo dallo stato ed infine i ricavi al lordo delle imposte
            Dopo di che, fatto un semplice rapporto tra il totale delle tasse nette e il totale dei ricavi lordi magicamente esce sempre grosso modo 30%
            Morale: si scrivono un sacco di fesserie ma il lavoratore medio alla fine della fiera, se ben edotto su deduzioni/detrazioni ecc ecc, paga un 30% di tasse sul reddito lordo.
            Purtroppo io ho un grosso difetto: dimostro sempre ogni santissima cosa che leggo, fino alla paranoia, deformazione professionale da matematico – economista non riesco a fare diversamente, potete scrivere quello che volete, per me conta solo la fredda razionale legge dei numeri.
            Lei si è andata a fare tutti i rigorisi conteggi centesimo per centesimo?

    • Buone intenzioni e persone competenti nel centrosinistra? Ma quando mai, losurdo! Non è che lei é pure lomuto e locieco verso la sua parte politica?

      • Draghi, Prodi, Ciampi, Fornero, Bersani, Mattarella, ecc
        Il fatto che siano competenti non lo stabilisce un giudizio democratico ma la fredda legge dei numeri: debito pubblico, riforma delle pensioni, liberalizzazioni, salvataggio della moneta unica, avanzo primario
        Ma per voi conta solo il giudizio popolare, io guardo solo al giudizio dei mercati, degli organismi tecnici, della corte dei conti, della consulta, il giudizio popolare è solo un semplice mezzo per stabilire chi deve governare, l’alternativa al voto sono tutte peggiori

  5. Zingaretti, odontotecnico mancato, ha masticato politichese dal tempo dei denti da latte. Ha digerito tutte le “svolte” con disinvoltura, masticando e digerendo Berlinguer, Natta, Occhetto, D’Alema, Veltroni, lo stuzzicadenti Fassino, Renzino. Ubbidire tacendo il suo filo dentario conduttore. Diventato capo di gabinetto dentistico senza avere il titolo,
    con Gori mastica amaro, ma è abituato a lasciare scorrere l’acqua sopra le tegole e iodosan tra i denti.
    Il temporale passerà, pensa il Don Abbondio capitolino.
    Dio non mi ha dato canini per mordere, ma molari per ruminare tranquillo, quelli sì.
    La pazienza è proprio una virtù. Altro che don Milani.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *