in

L’immunologo: “La quarta dose può danneggiare il sistema immunitario”

Antonio Cassone, professore all’American Academy Microbiology: no a dosi ripetute in breve tempo

Dimensioni testo

La struttura immunitaria dell’uomo è “magnifica e complessa”. E per questo va trattata con una certa attenzione, anche e soprattutto quando si parla di quarta o quinta dose di vaccino anti Covid. Lo ha detto ieri sera, ospite di Quarta Repubblica, uno dei più importanti immunologi sulla piazza: Antonio Cassone, professore all’American Academy Microbiology.

“La nostra macchina immunologica ci protegge da tante cose ma può andare in corto circuito se troppo stimolata, ad esempio da stimoli antigenici anche vaccinali”. Nel mondo, e in Italia, i cittadini si sono già sottoposti a tre giri di Pfizer&co. Ma “parlare di quarta dose a distanza di pochi mesi è un problema serio”. Lo aveva detto anche Andrea Crisanti pochi giorni fa: troppi bosster troppo ravvicinati non fanno bene all’organismo. “Utilizzando questi antigeni in questa misura – spiega Cassone – e cioè con queste dosi a poca distanza di tempo si rischia una risposta molto bassa o addirittura nulla”.

Basta guardare all’esempio di Israele, dove hanno già iniziato col quarto giro di punture ai soggetti fragili. “Oggi c’è stato un annuncio di un importante scienziato israeliano secondo cui si è registrato solo un piccolo aumento degli anticorpi”, spiega Cassone. Una risposta immunitaria decisamente diversa dal booster, che secondo l’Iss ristabilisce la copertura (quasi) ai livelli delle due dosi originarie. “Abbiamo quindi una piccola dimostrazione che se ripeti le dosi a poco tempo di distanza tu rischi di non avere un miglioramento della risposta”, aggiunge l’immunologo. Anzi: “Rischi addirittura di annullare la risposta precedente”. Si chiama “paralisi immunitaria”, che può avvenire quando il dosaggio o la scheda di vaccinazione non vengono rispettate correttamente.

Il vaccino anti-influenzale, ad esempio, viene sì ripetuto più volte nel corso della vita. Ma una volta all’anno. Non si è mai vista una raffica di iniezioni stile mitragliatrice. “Più passa il tempo, più dosi devi ripetere, più devi distanziarle: perché se no la risposta rischia di essere più bassa o addirittura nulla. Questo è un dato immunologico noto da tempo e vale anche per i vaccini, soprattutto questi per i quali le dosi ripetute sono fatte con la stessa quantità di antigene e non con un dosaggio più basso, che già sarebbe meglio”. Ripetere a gogo i booster, conclude Cassone, “non rispetta nella sostanza dell’intero mondo vaccinale la scheda più adeguata per avere un’ottima risposta immunitaria”.