Esteri

L’ira di Trump contro Netanyahu: “Non ha un ca*** di giudizio”

L'attacco del tycoon al premier israeliano dopo il raid dell'Idf nella periferia sud di Beirut, in Libano

Trump Netanyahu (PBS)
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Oggi un raid condotto dall’esercito israeliano ha colpito obiettivi di Hezbollah nella periferia sud di Beirut, in Libano. L’attacco è stato annunciato dal primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu come risposta a recenti attacchi di Hezbollah contro il territorio israeliano. Il bilancio riportato dai media locali è di almeno tre morti e quindici feriti nella capitale, oltre a cinque morti a Sidone, un’area situata nel sud del Libano.

In un’intervista ad Axios, il presidente americano Donald Trump ha attaccato duramente il premier israeliano per la sua decisione di colpire Beirut: “Ha scombussolato tutto. Ha ritardato la firma di qualche ora. Doveva avvenire ora. Adesso è prevista tra qualche ora”. “Perché Bibi ha dovuto fare un fottuto attacco? Ero furioso. Gliel’ho fatto sapere. Non ha un cazzo di giudizio. Gliel’ho fatto sapere”, ha detto Trump, che in una corsa contro il tempo per salvare il memorandum punta sulla diplomazia riservata e su dichiarazioni pubbliche per arrivare alla firma.

Mohammad Bagher Ghalibaf, presidente del Parlamento iraniano, ha accusato gli Stati Uniti di essere responsabili dell’attacco, sostenendo che abbiano dato il via libera a Israele. Ghalibaf ha definito l’episodio “la dimostrazione che gli Stati Uniti non rispettano gli impegni”, sottolineando le crescenti tensioni tra Washington e Teheran. Secondo Ghalibaf, questi eventi mettono a rischio qualsiasi accordo in corso. L’Iran ha anche avvertito che l’attacco a Beirut non resterà impunito. Netanyahu ha poi ribadito che il raid mirava a rafforzare la sicurezza di Israele in risposta agli attacchi ricevuti. L’esercito israeliano ha colpito specificamente obiettivi di Hezbollah, accusati da Israele di rappresentare una minaccia diretta nell’area. Netanyahu ha giustificato l’azione parlando di necessità difensiva e ha sottolineato la volontà di tracciare linee rosse contro l’Iran.

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