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Lo scontrino elettronico aumenta (ancora!) la burocrazia

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Riceviamo e pubblichiamo con piacere questa lettera-sfogo di un lettore contro l’entrata in vigore dello scontrino digitale.

Finalmente oggi è partito il registratore di cassa digitale. Sai, secondo Agenzia delle Entrate, nel suo pamphlet “Guida: memorizzazione elettronica e trasmissione telematica dei corrispettivi”, ci sono molti vantaggi. Il primo è che non si dovrà più stampare LO SCONTRINOOOOOOO! Già. Peccato però che tu debba stampare obbligatoriamente il “Documento Commerciale di Vendita o Prestazione”.

Ti domanderai cosa sia. Anche io me lo sono domandato. È esattamente lo scontrino fiscale. Uguale. Con una piccola differenza: è molto più lungo perché contiene maggiori informazioni. Ma come! Ma non era per “digitalizzare”? E per digitalizzare quindi stampiamo più carta? Certo! Ma che vuoi che sia un pochino di carta in più. Peccato che una confezione di rotolini viaggi sui 79 euro fatturati ma tanto li paga un altro. E poi, dai, tutto PIL che cola. Tirem innanz. Ti tralascio tutte le varie situazioni che prima, su carta, si gestivano con facilità tipo resi, rimborsi ecc. ma vorrei focalizzare su queste poche righe sempre tratte dal sito di Agenzia delle Entrate, il cui acronimo AdE non ha mai promesso niente di buono almeno per chi ha studi classici.

A sinistra lo scontrino di chiusura cassa obbligatoria non digitale del 31/12/2019

A destra lo scontrino di chiusura cassa obbligatoria dopo il “passo avanti per aiutare la digitalizzazione delle imprese” del 1/1/2020

“Chi usa un Registratore Telematico “deve preoccuparsi solo” di avere una connessione internet attiva, almeno al momento di chiusura della cassa… se al momento di chiusura di cassa si dovessero avere problemi di connettività… ci saranno 12 giorni di tempo per trasmettere gli stessi o riconnettendo l’RT alla rete internet o copiando il file dei corrispettivi (sigillato dall’RT) su una memoria esterna (es. chiavetta USB) e utilizzando l’apposita funzionalità di upload di tale file presente nel portale Fatture e Corrispettivi.”

Ora, caro Nicola: io ho il massimo rispetto per panettieri, carrozzieri, gelatai, verdurieri. Ne ho una stima infinita. Li amo ed adoro stringere una mano callosa molto più che la mano sgusciante di crema applicata alla Luiss prima di scrivere un dotto trattato su come si produce economia. Ma tu lo immagini un panettiere che, alla fine della giornata, dopo aver fatto quintali di michette svegliandosi alle 3 del mattino, se la rete non funziona identifica il file XML sull’RT, controlla che sia sigillato elettronicamente, collega una chiavetta USB, poi accende il laptop, si connette al portale del Dio degli Inferi ed effettua l’upload?

Chiudo con la domanda che ho fatto ad una mia parente, dirigente proprio di quella Agenzia: “ma a voi statali le Partite IVA cosa vi hanno fatto di male, a parte pagarvi gli stipendi?”