Politico Quotidiano

L’odio di mammina contro la polizia

Su Repubblica va in scena la narrazione distorta dei genitori dei manifestanti: "Ho più paura che mio figlio incontri un poliziotto che un delinquente"

Oggi Repubblica dà proprio il meglio di sé. C’è da dare atto al giornale di Scalfari di essere tornato quello d’un tempo. Le piazze e lo sciopero di oggi ci regalano due paginate niente male per fomentare ulteriore odio (come se già non bastasse), nei confronti della polizia. La polizia cattiva, fascista che manganella senza pietà e senza motivi i manifestanti.

A corroborare questa tesi, il giornale ci regala l’intervista a due mamme: la prima oggi scenderà in piazza con i figli per un “istinto protettivo”, vuole insomma evitare che i pargoli finiscano sotto le grinfie dei cattivoni in divisa. E poi è preoccupata perché suo figlio le ha detto di essere disilluso e di avere paura. “Per cosa?” chiede la mamma, forse mentre sorseggia una tazza di tè vegano. “Paura della polizia e del futuro” – le risponde il figlio. E allora è necessario portarsi mammina in piazza a fare da scorta.

Poi c’è la seconda mamma, ancora più travagliata per le sorti delle giovani generazioni: “Prima della manifestazione ho scritto sul braccio di mio figlio il numero dell’avvocato perché il telefono avrebbero potuto toglierglielo”. E mi immagino la scena: la mamma lì intenta nel salotto di casa, fintamente trasandato e politicamente impegnato, a rimarcare più volte i numeri sulla pelle del figlio con pennarello indelebile per evitare che l’idrante di quei barbari servi del regime meloniano possa cancellare quel numero magico e lasciare il giovane disorientato, in balia della carneficina degli uomini in divisa.

E poi la chiosa finale: “Oggi ho più paura che mio figlio incontri un poliziotto che un potenziale delinquente”. Apoteosi. Visti i presupposti, mi sembra pacifico pensare che questi figli non abbiano mai preso un ceffone tra le mura di casa. Forse lo meriterebbero di più questi genitori.

Marco Baronti, 30 ottobre 2026

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