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L’odio social contro i ristoratori che protestano

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Oggi l’odio social si scaglia contro i baristi e ristoratori che l’altra sera hanno aperto per sottolineare il diritto al lavoro, come se fosse colpa loro la situazione che sta vivendo l’Italia. Invece di esprimere solidarietà e vicinanza a decine di migliaia di persone sull’orlo del lastrico, c’è chi preferisce scaricare la colpa sul nemico di turno (ieri il runner e i giovani, oggi i ristoratori) e non sulle disastrose politiche del governo.

La questione non si limita alla protesta #ioapro1501 ma è ben più ampia e riguarda un modus operandi e una mentalità purtroppo diffusa. Se da un punto di vista sanitario il tentativo è quello di scaricare la colpa sui cittadini per l’aumento dei contagi, economicamente si cerca di mascherare l’assenza di una seria politica economica prendendosela con i ristoratori e i baristi. Come se non bastassero il fatto che si tratta di alcune delle categorie più colpite dalla crisi e il clima di instabilità con continui cambi di regole e l’impossibilità di svolgere il proprio lavoro (che non dimentichiamoci essere un diritto costituzionale), i ristoratori vengono addirittura attaccati per aver fatto sentire la propria voce. Si era detto che la pandemia avrebbe sviluppato un maggior senso di solidarietà, in realtà ha acuito le divisioni con una parte del Paese che non riesce a immedesimarsi nella condizione di commercianti, piccoli imprenditori, ristoratori, parrucchieri, titolari di palestre che non sanno più come andare avanti.

Al di là o meno del fatto che si condividano le forme e le modalità della protesta, servirebbe maggiore comprensione ed empatia con chi rischia di chiudere per sempre. Il grido d’allarme lanciato da Confcommercio, con 390.000 imprese che hanno cessato la propria attività lo scorso anno, sembra essere ignorato da chi non comprende che, nel momento in cui si entra in una recessione così grave e persistente, non esistono garantiti e non garantiti ma si è tutti parte di uno stesso sistema che rischia di saltare. A maggior ragione perché dietro un imprenditore ci sono i lavoratori, camerieri, cuochi, fornitori, per citare solo il settore della ristorazione, centinaia di migliaia di persone che rischiano di rimanere senza lavoro e che non sono più in grado di resistere a nuove chiusure e ulteriori zone rosse.

Francesco Giubilei, 17 gennaio 2021

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Gaetano79
Gaetano79
17 Gennaio 2021 22:44

Nulla di nuovo. L’odio contro gli esercizi commerciali é la nuova versione del vecchio odio contro i lavoratori autonomi. Ricordiamo che, da sempre, una certa parte politica detesta gli imprenditori (specialmente quelli di piccole aziende), considerati sfruttatori ed evasori.

giùalnord
giùalnord
17 Gennaio 2021 22:18

“Divide et impera!”
Questo governo sta distruggendo un’economia,che sostiene una grossa fetta del PIL nazionale,dividendo la popolazione.
Gli statali da una parte non hanno risentito alcuna ripercussione economica per questa crisi e i piccoli e medi imprenditori invece sono stati costretti a chiudere. Gli odiatori che si rivolgono contro i ristoratori sono rappresentati per gran parte dagli statali e sono filogovernativi.
Ogni tentativo di opporsi alle scellerate decisioni del governo equivale a litigare fra le due opposte fazioni:chi è contro le chiusure e chi è favorevole!

German
German
17 Gennaio 2021 20:36

I fannulloni vogliono rimanere a casa in pantofole, tanto lo stipendio lo prendono ugualmente. Non hanno però capito che se ammazzano chi produce ricchezza, torneranno al medioevo, servi di qualche signorotto, sottostando pure alla jus primae noctis.

Dennis
Dennis
17 Gennaio 2021 15:24

La triste realtà e che sempre meno italiani hanno un cervello proprio e ragionano nel modo in cui gli viene imposto dai media. If fatto che si accettano tutte le imposizioni rimanendo inermi davanti a una futura catastrofe economica e sociale, la dice lunga sulla spina dorsale di questo popolo!

Paolo
Paolo
17 Gennaio 2021 14:27

So cosa vuol dire gestire e lavorare in un esercizio pubblico ….e mi domando come mai le associazioni di categoria non si sono mai fatti sentire ?….cosa c’è dietro a tutto ciò?

ALBERTORCEANO
ALBERTORCEANO
17 Gennaio 2021 14:25

Quello che mi fa rabbia è sentire esponenti del governo che dicono di essere vicini a queste categorie che capiscono la loro situazione e si vantano dei ristori (misere mancette) che hanno elargito a (quasi) tutti. Poi ci sono quelli che, a fronte di uno stipendio garantito, danno a queste persone che vogliono LAVORARE (non di andare a fare una rapina in banca) degli incoscienti e/o degli untori. Se i nostri politicanti allo sbaraglio, che non sanno mettersi d’accordo fra di loro, non capiscono che ci salveremo solo potendo lavorare e produrre, sarà la nostra fine!

Antonio
Antonio
17 Gennaio 2021 14:00

Anch io sono vicino ai ristoratori e ai baristi e alle loro famiglie che vivono un momento difficile con tanti sacrifici.
Altrettanto pero’ depreco coloro che invece oggettivamente sono in difficolta’ come gli altri, ma a differenza della maggioranza, chiedono l aiuto dello stato, quando per gli anni passati hanno evaso coscientemente, allegramente e con continuita’ non per necessita’ di sopravvivenza ma per il mero accumulo di denaro anche sfruttando il lavoro nero. Questi devono stare zitti che con i loro comportamenti non etici hanno ora danneggiato anche i colleghi.
A me chi ora “chiagne e fotte” non mi sta’ bene, perche’ e’ troppo facile ora chiedere gli aiuti dello stato (cioe’ delle risorse pagate con le tasse di tutti) quando fino all anno scorso l hai fottuto e magari sono anche quelli che spudoratamente protestano di piu’.
Mi attirero’ delle critiche ma vorrei vedere se qualcuno ha la disonesta’ di dire che non e’ cosi’.
Quanto ci avrebbe fatto comodo aver avuto meno evasione fiscale e quindi piu’ risorse da usare per aiutare le imprese e i lavoratori? Dovevamo giungere a questo disastro sanitario ed economico per capire che danni hanno causato queste persone alla collettivita’?
Chiarisco comunque che parlo di evasione in settori economici in generale e non specifici.

Sergio
Sergio
17 Gennaio 2021 13:50

Piena solidarietà ai ristoratori allo stremo che stanno lottando per sopravvivere. Questo esecutivo sta acuendo la divisione tra cittadini garantiti e non garantiti e si rischia una contrapposizione sociale dalle conseguenze imprevedibili.