A tre giorni dal clamoroso furto nella galleria di Apollo del Louvre, durante il quale quattro ladri hanno fatto il “colpaccio del secolo” in appena 7 minuti, la Francia di Macron si è formalmente guadagnata il titolo di zimbello d’Europa.
Ieri è stato il ministro della Cultura, Rachida Dati, a tentare di salvare la faccia – sua e quella di Macron – con un esercizio di stile che ha sfiorato il ridicolo, sia sul piano politico che su quello istituzionale
Interrogata sulle “leggendarie” falle nel sistema di sicurezza dello storico museo di Parigi, Dati ha lanciato la sua difesa in grande stile: “Voglio ristabilire alcune verità sui fatti e su questo evento. Le misure di sicurezza al Museo del Louvre erano difettose? No, non erano difettose! È una realtà. Le misure di sicurezza al Museo del Louvre hanno funzionato”.
La sua affermazione ha raccolto prima ilarità, poi fischi tra i parlamentari presenti che sono rimasti increduli di fronte a tali propositi.
E viene spontaneo chiederselo: se con un sistema di sicurezza “a prova di bomba” quattro ladri sono riusciti a portarsi via oltre 88 milioni di euro in meno di sette minuti, cosa sarebbe successo con una sicurezza un po’ più… diciamo “rilassata”? Magari avrebbero preso anche un caffè, fatto due chiacchiere tra di loro prima di andarsene. Chissà…
Cristina de Palma, 22 ottobre 2025
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Immagine generata da AI tramite DALL·E di OpenAI


