Il tifo è immorale, amorale o semplicemente ha le sue regole? Cristallizzate nelle riflessioni di Kant e Hume vi sono due posizioni riguardo ai fondamenti di un’etica umana per esseri umani che sotto traccia segnano tutta la storia occidentale. La morale nasce da regole che sono il prodotto della nostra ragione o dalla nostra compartecipazione, ossia dal sentimento e dall’empatia?
Che la base sia la ragione o il sentimento, è certo che noi tendiamo quantomeno a comprendere le sofferenze altrui in molti settori della vita umana. Da padri e da figli comprendiamo il dolore per guai grandi e piccoli dei famigliari, da mariti siamo vicini all’amico tradito. In breve, quasi sempre riusciamo a metterci nei panni degli altri ed avere un modicum di empatia.
Eppure vi è un settore della vita associata che sfugge totalmente all’empatia moralmente significativa: il tifo calcistico.
Il tifoso, un tipo umano particolare, conosce bene la delusione sportiva, quel senso di scoramento che accompagna la sconfitta ultima della propria squadra, eppure gode delle altrui sofferenze, ma si badi bene, solo in relazione alla squadra detestata. Esiste infatti un polo positivo del tifo e un polo che racchiude ogni negatività possibile. Il tifoso è tipicamente bipolare. Non sentirete mai dire: “Come ho goduto quando il Napoli è andato in B e poi quando la Lazio ha perso lo scudetto all’ultima giornata”. O godi delle disgrazie di una squadra o dell’altra. L’oggetto del tifo negativo (il cotifo rubando da logaritmo e cologaritmo) è sempre una e una sola squadra. Il fatto è che il tifo ha due segni e due squadre. Per essere vissuto nella sua interezza deve creare una metafisica al negativo in cui le sconfitte diventano epica fonte di goduria personale.
Tutto questo per dirvi che non vi è nulla di immorale nel vostro gioire dello spettacolare fallimento azzurro-nero del 31 maggio. Si tratta della sconfitta con lo scarto più grande nella storia delle 140 finali UEFA, 40 finali Mondiali ed Europei, 80 finali Copa America e Libertadores.
Insomma, il fatto è che siete riusciti a mettervi nei panni dei tifosi intertristi e proprio ciò ha aumentato il vostro godimento. La vostra risposta è nella natura della cosa (il tifo) che prevede di godere per le sofferenze altrui. Non abbiate dunque più alcun senso di colpa e gioite pure della più grande figura di mer** della storia del calcio.
Luigi Marco Bassani, 3 giugno 2025
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Immagine generata da AI tramite DALL·E di OpenAI


