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L’ultima idea: schierare la Nato in Amazzonia

Ogni giorno uno sguardo esclusivo sul mondo sudamericano

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I numeri del disastro di AMLO: omicidi, femminicidi e desaparecidos più che raddoppiati in 4 anni

AMLO aveva proposto pace e amore, invece la criminalità in Messico, durante i suoi primi 4 anni di mandato (ne mancano ancora due), ha battuto ogni record: 109.138 persone sono morte ammazzate nei primi tre anni del suo mandato. Il 71 per cento in più rispetto alle 63.835 persone assassinate nei primi tre anni del suo predecessore Enrique Peña Nieto, secondo i dati ufficiali dell’Istituto Nazionale di Statistica e Geografia (INEGI).

11.852 donne sono state assassinate nel primo triennio di AMLO (2019-2021), registrando in questo periodo il più alto tasso di omicidi di donne dal 1990 ad oggi.

4.413 femminicidi in più rispetto ai primi tre anni del governo di Enrique Peña Nieto, sempre secondo l’Istat mesicano.

28.819 esseri umani desaparecidos durante i primi tre anni di AMLO, più del doppio delle 13.920 persone scomparse nei primi tre anni di Peña Nieto, secondo i database del Registro nazionale delle persone scomparse e non localizzate (RNPDNO).

Attualmente vi è un totale accumulato di 108.000 desaparecidos, contro le 40.185 accumulate nel governo di Peña Nieto e i 35mila nel governo di Felipe Calderón.

Colombia: Petro vuole la Nato in Amazzonia per proteggere gli alberi

Il presidente della Colombia Gustavo Petro sta lavorando per l’ingresso della Nato nell’Amazzonia colombiana. All’inizio novembre, il primo presidente di sinistra della storia del paese sudamericano ha invitato le forze militari degli Stati Uniti e della Nato in Amazzonia per agire come “polizia” volta a proteggere l’ambiente (non per combattere il narcotraffico volendo legalizzare la cocaina). Petro ha proposto il dispiegamento di elicotteri Black Hawk statunitensi per spegnere gli incendi. Nel 2017, la Colombia è diventata uno dei partner globali della Nato, il primo in America Latina. A febbraio, la Colombia ha condotto una esercitazione navale congiunta con la NATO vicino al Venezuela, che includeva un sottomarino nucleare.

Inoltre, dal 10 marzo scorso, la Colombia è diventata un “importante alleato non Nato” degli Stati Uniti, ottenendo un accesso speciale ai programmi militari Usa. Biden ha spiegato: “Questo è un riconoscimento di una relazione unica e stretta tra i nostri paesi”. Dal 26 agosto all’11 settembre, infine, le forze armate statunitensi e colombiane hanno condotto esercitazioni congiunte in ambito Nato. Durante questo periodo, il generale dell’esercito americano Laura Richardson, comandante del comando meridionale degli Stati Uniti, ha effettuato una visita di cinque giorni per incontrare Petro. La Richardson ha definito la Colombia “il nostro partner di sicurezza numero uno nella regione”, descrivendo Bogotá come “il fulcro dell’intero emisfero meridionale”.

Inoltre, la comandante del South-Com ha incontrato la vicepresidente colombiana Francia Márquez per discutere l’attuazione dell’iniziativa emisferica “Donne, pace e sicurezza”, dicendo poi alla fine dell’incontro che “l’emisfero occidentale è libero e sicuro grazie agli sforzi di stabilizzazione della Colombia”.

Lula chiede a Biden di liberare Julian Assange dalla sua “ingiusta prigionia”

Il presidente brasiliano ieri ha incontrato a Brasilia i vertici di WikiLeaks. Lula ha twittato una foto del suo incontro con Kristinn Hrafnsson, una giornalista islandese che è caporedattore di Wikileaks, e Joseph Farrell, un altro editore della pubblicazione. La Hrafnsson ha affermato che Lula ha espresso “il suo continuo sostegno a Julian Assange e la richiesta di porre fine alla persecuzione, comprendendo che può danneggiare la libertà di stampa in tutto il mondo”.

Il capo di WikiLeaks ha definito il politico brasiliano un “vero uomo di passione, visione e simpatia”. Lula è solo uno dei tanti leader di sinistra nella regione che hanno chiesto la liberazione di Assange, insieme al  presidente del Messico AMLO, al presidente del Nicaragua Ortega, al presidente del Venezuela Maduro e al colombiano Petro.

Cile: ieri un sicario di 14 anni ha ucciso un uomo in pieno centro a Santiago

L’omicidio è avvenuto in Avenida Santa Raquel. La vittima è stata colpita da almeno 10 proiettili di pistola. Il minore detenuto è un cittadino colombiano con situazione migratoria irregolare in Cile e ha usato una pistola calibro 9. Tutto indica che siamo di fronte a un atto di sicariato a detta degli inquirenti. Al 14enne sarebbero stati offerti 2.200 dollari per l’esecuzione di questo crimine. La situazione sicurezza in Cile sta precipitando e questo è solo l’ultimo episodio.

America Latina: boom degli investimenti esteri

Gli investimenti diretti esteri (IDE) sono cresciuti del 40,7% in America Latina nel 2021 rispetto al 2020, per un totale di 142,794 miliardi di euro. Il Brasile, con il 33% del totale, il Messico (23%), il Cile (11%), la Colombia (7%), il Perù (5%) e l’Argentina (5%) sono stati i Paesi che nel 2021 hanno ricevuto il maggior numero di IDE. Per settore, il boom maggiore è stato sulle risorse naturali, con un aumento del 62%, e i servizi, con il 39%. I principali investitori sono dell’Unione Europea e dagli Stati Uniti, rispettivamente con il 36% e il 34% del totale. L’interesse delle transnazionali ad acquisire beni nella regione si è concentrato nei settori dell’elettricità, del gas e dell’acqua, delle telecomunicazioni e della raffinazione del petrolio. I dati sono dell’Onu.

Argentina: il verdetto del processo per corruzione contro la Kirchner sarà il 6 dicembre

Martedì prossimo si conoscerà il verdetto del processo contro la vicepresidente dell’Argentina per la corruzione commessa durante i suoi due mandati (2007-2015). Dopo aver ascoltato le ultime parole di Cristina, che ieri li ha definiti un “plotone di esecuzione”, i giudici hanno detto che il 6 dicembre emetteranno la sentenza. La Kirchner rischia qui 12 anni ma ha anche altri 6 processi per cui le pene cumulate potrebbero superare i 50 anni. Nonostante ciò, per la legge di immunità che la blinda, essendo senatrice, non solo non andrà in galera ma potrà candidarsi alle presidenziali del prossimo anno.

Paolo Manzo, 1° dicembre 2022

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