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Le teorie sul Cremlino

L’ultima teoria su Putin: “È già morto, l’hanno sostituito”

Secondo il Daily Star Sunday, che cita ex 007, il presidente russo sarebbe già deceduto. Lavrov smentisce

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Dicevano fosse impazzito. Malato di un male incurabile. Si sono fatte speculazioni sulla sua decisione di sedersi a chilometri di distanza da Macron e Scholz a quel tavolo diventato ormai un simbolo di questa guerra. Fior fior di medici hanno ragionato sul modo in cui muove la gamba. Sul suo linguaggio non verbale. Sulla necessità di coprirsi con una coperta durante la parata del 9 maggio. Hanno parlato fonti dei servizi segreti di mezzo mondo, dandolo ora per operato, ora per malato terminale con due mesi o poco più di vita. Fatto sta che per ora Vladimir Putin non è stato ancora dichiarato defunto, per quanto magari appaia acciaccato (gonfiore del viso, camminata incerta), a meno che non si voglia pensare che l’uomo con cui Draghi, Macron e Scholz hanno parlato al telefono la scorsa settimana non fosse una controfigura. Un sosia vocale piazzato lì per “sostituire” lo Zar.

Beh, secondo il Daily Star Sunday le cose starebbero proprio così: il presidente della Federazione Russa sarebbe morto e sarebbe stato sostituito da un sosia per gestire la fase di transizione. Le fonti del tabloid britannico sarebbero degli ex responsabili dei servizi segreti di Sua Maestà. “Una controfigura potrebbe essere stata utilizzata anche in occasione di eventi pubblici, come la parata del Giorno della Vittoria di Mosca all’inizio di questo mese”, scrive il quotidiano. “Putin è molto malato e quando morirà la sua morte sarà tenuta segreta per settimane, se non mesi. C’è anche la possibilità che sia già morto. È impossibile saperlo. Si ritiene che Putin abbia impiegato controfigure in passato quando non stava bene e il Cremlino potrebbe farlo ora”.

Va detto però che al momento siamo più vicini alla fantascienza che alla realtà. Il ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov, ha infatti smentito ogni voce di malattia. Propaganda? Possibile. Ma certo nascondere la morte di un presidente non è cosa così scontata. Soprattutto con le apparizioni pubbliche. “Non credo – ha detto Lavrov – che le persone sane di mente possano vedere in questa persona i segni di un qualche tipo di malattia o disturbo”. Lo Zar, ha riferito il suo ministro, appare in pubblico ogni giorno. E non dalla tomba.