Ilaria Salis dice di essere innocente. Lo ripete con fermezza, con convinzione. Ma dietro le quinte, il sipario si apre su una scena diversa: suppliche, piagnucolii, richieste disperate di aiuto ai colleghi. A quelli che fino a ieri erano “fascisti”, oggi diventano salvatori. E i voti, come per magia, arrivano. Puntuali. Precisi. Decisivi.
Se davvero fosse innocente, perché tanta frenesia? Perché questo affanno? L’innocenza non ha bisogno di protezioni, non teme la verità. Ma qui, la verità sembra un dettaglio scomodo.
E così, tra inchini e ringraziamenti, si celebra l’ennesimo atto di incoerenza. I fessi di destra applaudono, ignari o complici, mentre il paese affonda nel suo stesso marciume. Complimenti, Italia. Hai scritto un altro capitolo di vergogna. E lo hai fatto con stile.
Beppe Fantin, 25 settembre 2025
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Immagine generata da AI tramite DALL·E di OpenAI


