Società

“L’uomo maschio bianco non usa la tramvia”. Il delirio della consigliera Pd

Stefania Collesei supera se stessa in una sorta di cortocircuito ideologico. Dannati uomini etero che preferiscono l'auto...

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Follia a Firenze: una consigliera comunale del Pd, Stefania Collesei (presidente della Commissione pari opportunità, diritti umani e immigrazione) ha pronunciato una delle dichiarazioni più surreali degli ultimi tempi. Ha sostanzialmente riferito di aver effettuato un conteggio personale dei passeggeri della tramvia dividendoli per genere e colore della pelle. Risultato? “L’uomo maschio bianco non usa la tramvia, ci sarà da lavorarci su”.

La consigliera comunale dunque non si premura per la sicurezza serale per le donne (e per gli uomini…) sui mezzi pubblici, per lo stato della rete o ancora più semplicemente per il suo scarso decoro. Tutt’altro: il gravissimo problema, secondo la sua visione, è che i “maschi bianchi” (categoria ormai colpevole universale) preferiscono l’auto. Un peccato gravissimo per la sinistra: questi dannati maschi bianchi etero cis hanno ancora l’ardire di andare in giro spostandosi con il mezzo che preferiscono, ovvero la propria auto. Peraltro il ragionamento di Collesei finisce per mescolare stereotipi razziali, sessisti e classisti in un solo colpo e fa molto ridere che la pronunci chi appartiene allo schieramento che sostiene come ogni divisione etnica sia un retaggio del passato.

E poi c’è uno squilibrio logico evidente: quando i migranti si macchiano di crimini più frequentemente degli autoctoni si negano i numeri e la realtà statistica, perché non si può e non si deve generalizzare; quando i bianchi invece non prendono il tram (in base ad un conteggio visivo di una consigliera comunale e non a uno studio statistico) vale la pena riesumare discorsi sulle razze.

L’intervento in consiglio comunale rimbalza in queste ore sui social e i commenti hanno più o meno tutti lo stesso tenore: “Anziché preoccuparsi dei problemi veri del trasporto pubblico, contano quanti bianchi ci sono all’interno”, questo il pensiero (parecchio edulcorato…) che va per la maggiore. E in realtà è vero: qual è il senso di parlare di quote razziali nei mezzi pubblici?

Nel frattempo i cittadini a Firenze vivono la difficile realtà quotidiana: i residenti evitano certi orari sui mezzi pubblici a causa della percezione di insicurezza diffusa. Magari su questo la consigliera comunale dovrebbe riflettere: ha mai pensato che i residenti bianchi non prendono (e non fanno prendere ai loro figli) i mezzi pubblici perché li ritengono pericolosi? Nulla di nuovo sotto al sole: ormai la sinistra radicale ha abbandonato la difesa della classe lavoratrice per abbracciare battaglie culturali astratte e invece di proporre soluzioni concrete si diletta in analisi da salottino che lasciano il tempo che trovano.

Alessandro Bonelli, 24 giugno 2026

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