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Ma alla fine cosa significa “sovranismo”? - Seconda parte

In politica interna, l’anti-sovranismo, che l’uomo della strada capisce, sembra ridursi sostanzialmente all’opposizione alla politica dell’accoglienza, in nome dell’universalismo cattolico e dell’umanitarismo romantico-illuminista. Ci si chiede, però: possono essere squalificati moralmente e culturalmente come ‘nazionalisti’ quanti, pur non riconoscendosi nello ‘stile politico’ del Viminale, sono decisamente contrari alle frontiere aperte, per non dire spalancate, che tanti buonisti invocano? Come dicono i risultati elettorali, tra i ‘cattivisti’ c’è la maggioranza del popolo italiano ma anche un numero crescente di professionisti e di studiosi all’antica, che non amano comparire sui giornali. Le loro ragioni possono essere discutibili ma ha senso squalificarle a priori come ‘sovraniste’?

Forse è il momento di rendersi conto che il politically correct – su cui Eugenio Capozzi ha scritto un bellissimo saggio (Politicamente corretto. Storia di un’ideologia, Ed. Marsilio) – non implica più il ‘rispetto dell’altro’ – come negli anni in cui il compiano Flavio Baroncelli scriveva un saggio godibilissimo, Il razzismo è una gaffe. Eccessi e virtù del «politically correct», ed. Donzelli 1996 – ma è diventato la cancellazione della dignità dell’altro. Se la ratio del ‘politicamente corretto’ è «il diritto a non riconoscermi nella definizione che l’altro da di me», come nessuno può chiamarmi ‘negro’ così nessuno può darmi del ‘sovranista’, se tale non mi sento. Il nuovo ‘politicamente corretto’ censura il primo caso, giustifica l’altro. Nessuna denuncia al tribunale, per carità di Dio, giacché non viviamo ancora in una democrazia giudiziaria.

Dino Cofrancesco, Paradoxa-Forum

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5 Commenti

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  1. Se guardo alla definizione di sovranismo sulla Treccani leggo:”sovranismo s. m. Posizione politica che propugna la difesa o la riconquista della sovranità nazionale da parte di un popolo o di uno Stato, in antitesi alle dinamiche della globalizzazione e in contrapposizione alle politiche sovrannazionali di concertazione. “. In pratica essa po’ essere declinata come la volontà di seguire la Costituzione Italiana nei suoi principi fondamentali. Non lasciamoci forviare dall’articolo 11 che non fu scritto per entrare nella Ue, ma nelle Nazioni Unite e comunque secondo limitazioni e non cessioni di sovranità. Le limitazioni sono sospensioni di una sovranità che lo stato continua a mantenere e che può esercitare ogniqualvolta vuole. La cessione invece è definitiva.

    Poi che cosa si vuole fare con la creazione degli Stati Uniti d’Europa, se questo è il vero disegno (e ne dubito)? Passare da un sovranismo nazionale a un sovranismo più grande, ma sempre sovranismo. Per di più un sovranismo dove il popolo conta sempre di meno mentre a contare veramente sono solo le lobbies pagate dalla grande industria e dal sistema della grande finanza.

    Ps. Non credo che una uscita dall’euro determini una grande svalutazione né tantomeno una grande inflazione. Dire questo significa non comprendere come si forma il valore di una moneta. l’Italia ha ancora oggi una grande capacità di esportazione. All’uscita dall’euro è più probabile che succeda quello che è successo nel caso dell’uscita dallo SME, il proto euro: a una prima svalutazione seguirà una rivalutazione dovuta al fatto che le nostre merci, molto richieste, verranno richieste ancora di più. Per comprarle ci vorranno le Lire e quindi queste si apprezzeranno

  2. Desemantizzazione dei termini. Punto. L’unica grande coalizione democratica oggi è il governo giallo-verde, che piaccia o meno, mentre una grossa coalizione di tutte le opposizioni, non elette, con qualche transfuga, sarebbe un atto autoritario e dittatoriale. Purtroppo in molti non conoscono il significato di “democrazia” e ci cascano come polli.

    Patetiche pure le accuse di “sovranismo”: no ai dazi (anche se qualcuno in Europa li può imporre), niente muri o barriere, ma si alle sanzioni per chi delocalizza in europa dell’est.

    Idem per “populismo” che, nell’accezione negativa, significa promettere cose sbagliate per ottenere consenso. Oggi la Lega e in parte i 5 Stelle chiedono Leggi e Giustizia uguali per tutti, come recita la Costituzione, ma i presunti “democratici” e la Chiesa pretendono il relativismo culturale, religioso, sessuale e via discorrendo.

    E sì che per capire il reale significato delle parole basta una semplice ricerca su Internet.

  3. COME NASCE IL SOVRANISMO.
    E’ una reazione all’Unione Europea che vuole imporre le frontiere aperte a tutti i migranti di ogni provenienza senza che lo Stato interessato possa fare nulla per sceglierli o fermarli. Era una etichetta spregiativa per la Lega e gli italiani che la votano ma, poi, con la pretese leghista e italiana di far arrivare i migranti anche nel resto dell’Europa gli Stati sovranisti si stanno moltiplicando.
    Sovranista è una parola come “ODIO” CHE DISTINGUE TRA ODIATORI. Quelli che hanno un odio “GIUSTO” sono quelli che odiano l’Odio. Questi non si rendono conto che anche loro odiano e il presumere che il loro odio sia migliore degli altri è un appropriarsi e arrocarsi il diritto di GIUDICARE gli altri sottraendosi al loro giudizio che considerano comunque sbagliato. Dei gran furbacchioni. Tra di loro c’è l’ONU e la Chiesa.

  4. Nulla di nuovo sotto il sole purtroppo. Il dibattito pubblico e quello politico vivono e si alimentano di etichette e slogan, in genere vuoti e che a loro volta vivono di vita propria, sfuggendo a qualsiasi contenuto e corrispondenza precisa o lata con la ‘cosa’ che dovrebbero indicare. L’opposto di una definizione, l’opposto dell’uso ‘scientifico’. Piuttosto, utile passe-partout che apre le porte alle reciproche delegittimazioni. Che tale abitudine poi colpisca indipendentemente giornalisti pennivendoli o meno, ‘intellettuali’ e accademici così come il ‘volgo’, che costoro vorrebbero rendere edotto salvandolo dall’eccessiva semplificazione ‘populistica’ che tutto appiattisce, offrendo sul ‘mercato delle idee’ prodotti altrettanto semplificati e pronti all’uso squisitamente ‘ideologico’, è solo l’ennesimo esempio di quanto continui ad essere molto più diffusa l’etica della convinzione a danno dell’etica della responsabilità, e conseguenza del fatto che si continui a non pagar pegno per questo.

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