Commenti all'articolo Ma quale “Bella ciao” canto condiviso: se un inno diventa propaganda di sinistra
Torna all'articolo
16 Commenti
Inline Feedbacks
View all comments
barbara 1
27 Marzo 2026, 21:47 21:47
Ha già provveduto Giupor a precisare che nn è mai stata cantata dai partigiani; aggiungo che nn è neanche mai stata cantata durante la guerra. La canzone è 1 rimaneggiamento di 1 precedente canzone delle mondine, che a sua volta è 1 rimaneggiamento dell’originale Yiddish, cioè degli ebrei orientali
Riccardo Dietrich
27 Marzo 2026, 19:22 19:22
Fascismo di qui, fascismo di la’….Tutti dovrebbero leggere il libriccino di Padellaro ‘Antifascisti immaginari’. Interessante.
Gabriel
27 Marzo 2026, 16:38 16:38
il problema di questi, cosiddetti “di sinistra”, è che non conoscono nemmeno la storia e l’origine di questo canto di cui si sono furbescamente appropriati…
giuseppe
27 Marzo 2026, 14:10 14:10
La prima volta che la sentii fu nei primi anni ’60 nella trasmissione Almanacco di Giancarlo Sbragia.
Gianluca
27 Marzo 2026, 12:48 12:48
Più che la canzone mi disgusta il contesto in cui è stata interpretata. Gente che paghiamo con le nostre tasse e che dovrebbero far rispettare le leggi, non interpretarle. Per queste persone ci vorrebbe un po’ di sano stalinismo.
Fabio
27 Marzo 2026, 12:07 12:07
Per togliere “valore” a questa canzone basterebbe cantarla ad ogni occasione anche non politica si svilirebbe.
Ha già provveduto Giupor a precisare che nn è mai stata cantata dai partigiani; aggiungo che nn è neanche mai stata cantata durante la guerra. La canzone è 1 rimaneggiamento di 1 precedente canzone delle mondine, che a sua volta è 1 rimaneggiamento dell’originale Yiddish, cioè degli ebrei orientali
Fascismo di qui, fascismo di la’….Tutti dovrebbero leggere il libriccino di Padellaro ‘Antifascisti immaginari’. Interessante.
il problema di questi, cosiddetti “di sinistra”, è che non conoscono nemmeno la storia e l’origine di questo canto di cui si sono furbescamente appropriati…
La prima volta che la sentii fu nei primi anni ’60 nella trasmissione Almanacco di Giancarlo Sbragia.
Più che la canzone mi disgusta il contesto in cui è stata interpretata. Gente che paghiamo con le nostre tasse e che dovrebbero far rispettare le leggi, non interpretarle. Per queste persone ci vorrebbe un po’ di sano stalinismo.
Per togliere “valore” a questa canzone basterebbe cantarla ad ogni occasione anche non politica si svilirebbe.