
Tra gli appuntamenti più attesi della settima edizione della Ripartenza che si terrà giovedì 30 gennaio a Palazzo Castiglioni (Milano) è la tavola rotonda “2 anni di governo Meloni”. Insieme ad Annalisa Chirico, Alessandro Sallusti e Luigi Bisignani, tra i protagonisti di questo confronto ci sarà anche Mario Giordano, deus ex machina di “Fuori dal coro”, in onda ogni mercoledì sera su Rete 4.
Qual è il tuo bilancio di questi due anni di governo?
“Questo governo ha ribaltato tutti quelli che erano i pronostici: ha zittito tutti quelli che dicevano che l’Italia era marginale, che non aveva nessun ruolo, che i mercati ci avrebbero fatti crollare e così via. Invece gli va dato atto del suo lavoro. Secondo me manca la fase dei risultati concreti nella vita dei cittadini: a livello di sicurezza, a livello di sanità, eccetera. L’azione del governo deve farsi sentire in modo più efficace nelle vite dei cittadini. Diciamo che l’esecutivo mi è sembrato più convincente a livello internazionale, sul piano dell’establishment, ma non dobbiamo dimenticare che questo governo è nato per rispondere alle esigenze dei cittadini che chiedevano un cambiamento fortissimo su alcuni temi. Questo cambiamento è cominciato, se ne vedono le tracce, ma forse non è così incisivo come dovrebbe essere”.
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Un tema di cui ti occupi a “Fuori dal coro” sono le occupazioni abusive. Anche su questo dossier serve un cambio di marcia?
“Il tema dei ladri di case è l’esemplificazione di ciò che dicevo. Il problema è stato recepito nel decreto sicurezza, però è ancora lì che deve essere approvato. C’è una norma che interviene in parte sulla prima casa nel caso di occupazione reale – quando uno ti entra in casa forzando la porta – ma il problema è molto più ampio, come abbiamo dimostrato in questi anni. Pensiamo al caso di uno che entra con un contratto transitorio di sei mesi, si stabilisce lì e non va via per due anni: per casi come questo non è previsto nulla. Bisogna accelerare, perché la criticità è evidente. Il governo ha dimostrato di comprendere il problema, ma bisogna accelerare. Perché altrimenti cosa è cambiato rispetto a due anni fa?”.
Un’accelerazione decisa è quella firmata Donald Trump…
“Ha firmato una lunga serie di ordini esecutivi per dare immediatamente seguito ai suoi annunci su Green Deal, immigrazione e così via. Questo dà un segnale importante: datevi una mossa. Io spero che su alcuni di questi temi ci si dia una mossa anche da noi. Magari alcuni interventi si facessero con la stessa rapidità di Trump! È entrato come un caterpillar e ha dimostrato che si può cambiare il segno di molte cose: si può fare. E forse lo possiamo fare anche noi”.
A proposito di green, l’inchiesta del Telegraaf sulle lobby pro-Timmermans sta facendo parecchio discutere…
“Dietro il mondo green si è creato lo stesso grumo di interessi e di fake news creato sulla pandemia. È stata imposta una cappa di pensiero unico sul verde e sul politicamente corretto come era stato fatto con la pandemia e sta venendo fuori che le notizie erano artatamente falsate e addirittura finanziate con i nostri soldi. Una delle operazioni più folli mai viste. Io non ho mai avuto grande simpatia per l’Europa, ahimè il suicidio di Bruxelles è palese”.
Che consiglio daresti a Giorgia Meloni?
“Il primo consiglio che le darei è di non seguire i miei consigli, perché sarebbe pericolosissimo (ride, ndr). La Meloni deve fare di testa sua, visto che ha dimostrato di essere brava, come ha dimostrato con il caso di Cecilia Sala. Ho un’opinione diversa su alcuni ministri di cui si è circondata, ma lei ha dimostrato di essere brava. Ci sono dei temi su cui intervenire, come evidenziato in precedenza. Ad esempio bisogna intervenire con più decisione sulla sanità, perché non è possibile che nella ricca Lombardia ti fissino una visita nel 2029: non è umanamente possibile”.
Massimo Balsamo, 25 gennaio 2025
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