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Meglio Vespa che i partigiani da operetta

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Non so se Mussolini “ebbe un grande consenso in Italia e all’estero per le sue opere sociali”, come ha affermato Bruno Vespa durante la trasmissione televisiva Agorà, scatenando sui social le masse anonime degli antifascisti in servizio permanente ed effettivo (anche a settant’anni dalla fine di quel tragico ventennio della storia patria).

So però, perché me lo ha insegnato la storiografia su quel periodo, che il consenso ci fu e fu ampio, quasi totale, almeno fino al 1936; e so che la realizzazione delle opere sociali ci fu anch’essa, e anch’essa imponente, e che un forte tratto socialisteggiante e popolare fu proprio sempre del regime, accentuandosi addirittura nella fallimentare esperienza finale della Repubblica di Salò (altro che espressione della “reazione del grande capitale all’avanzamento delle masse”, come voleva la vecchia storiografia marxista!). Come sempre, anche in questo caso, è l’ignoranza, cioè letteralmente il non conoscere, che genera la faziosità e l’aggressività.

Gli italiani e la storia

A questo punto però la questione si sposta, e non concerne più solo il bravo Vespa, che ha avuto il coraggio di andare controcorrente già con la pubblicazione del suo ultimo libro, che ad Agorà appunto promuoveva: Perché l’Itala amò Mussolini e come è sopravvissuta alla dittatura del virus (Mondadori). Le domande da farsi sono allora, a mio avviso, le seguenti: perché gli italiani non riescono ad avere in genere un rapporto sereno con la loro storia? Perché la propaganda, soprattutto comunista, ha fatto così tanta breccia a livello di opinione comune che anche solo impostare un discorso non politico o ideologico sul fascismo e sul suo leader è diventato un tabù? Perché quel travaso di idee opportunamente semplificate dalla storiografia (cioè dalla ricerca scientifica) alla società che ha funzionato in altri casi non ha funzionato in questo?

Rimozione collettiva

Ovviamente sono domande che per essere sciolte avrebbero bisogno di ben altro spazio di quello qui a disposizione. Qui vorrei però abbozzare una interpretazione eccentrica, quasi psicoanalitica, della faccenda. Non c’entra forse, con tutto questo, quel meccanismo della “rimozione” che serve ad autoassolversi da un’adesione al regime che fu appunto quasi totale e dalla permanenza di certi stilemi di esso anche successivamente alla sua caduta? Nel Paese a quei tempi non c’era opposizione di fatto: né politica e né intellettuale. Quindi si può dire che c’era un consenso servile e volontario ad un regime in sostanza liberticida (seppure al suo interno “pluralistico”) di cui poi ci si è vergognati così tanto dal rifiutarsi di vedere i mille fili che legano, anche culturalmente (una certa idea dell’amministrazione e illiberale del potere), il dopo al prima.

Fasciocomunismo

Fra l’altro molte di quelle “realizzazioni sociali” di cui parla Vespa (l’avvio della “modernizzazione” italiana) non furono affatto smantellate, ma confermate dalla Repubblica. Né quest’ultima cambiò i quadri dirigenti del Paese anche se a tutti fu chiesto implicitamente di dimenticare e ostracizzare il passato quasi non fosse cosa anche propria. Soprattutto i comunisti dovettero forse leggere nei fascisti, come in uno specchio, molta parte di loro stessi, del loro illiberalismo di fondo e del connesso odio per la plutocrazia (termine mussoliniano) e per la democrazia rappresentativa. Molti leader comunisti erano stati ad esempio leader fascisti: si pensi solo a un Ranuccio Bianchi Bandinelli, grande storico dell’arte, che in pochi anni passò ad essere da cicerone in orbace di Hitler durante la sua visita italiana (l’unica fatta all’estero dallo spietato dittatore tedesco) a uno dei capi della cultura del Pci. Un travaso che fu reso senza dubbio possibile anche dalla matrice attualistica (cioè gentiliana) del trionfante (nel primo dopoguerra) marxismo gramsciano.

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104 Commenti
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giuseppe
giuseppe
22 Novembre 2020 11:09

Egregio Ocone,
alcune domande da girare a Vespa:
Chi furono i veri mandanti del delitto Matteotti?
Perchè Mussolini entrò in guerra e quali accordi segreti aveva con Gran Bretagna e Francia?
Perchè la fucilazione di Villa Belmonte fu una messinsegna?
Quale sarebbe stato il destino Dell’Italia se Mussolini avesse parlato in un processo?
Grazie
Buonagiornata

Alfonso Sala
Alfonso Sala
21 Novembre 2020 13:48

Con Mussolini i problemi della maggioranza (politica Conte.speranza.arcuri dimaio: covidi già risolto) Mattarella svegliati;maggioranza acasa ci
vogliono tutti morti.non fare il conplice
Boia chi molla grande Mussolini (molti nemici,molto onore)

Romeo
Romeo
21 Novembre 2020 12:09

Il consenso era pressochè totale almeno sino alla bestialità delle leggi razziali. Il problema è ora un altro, noi non riusciamo ad avere un buon rapporto con il passato perchè è mancata la riappacificazione tra le fazioni, vincitori e vinti. Sin quando non avverrà una ragionata discussione non ci sarà pace. Ricordo i partigiani come alla pari i ragazzi di Salò. Entrambi fecero delle scelte. Oggi nesduno sceglie. Lascio perdere le mistificazioni di una sinistra oscurantista e beota.

gianluca
gianluca
21 Novembre 2020 11:12

Bunnie, ma quando sei nato? Dove vivi? Non lo sai che in Italia per chiudere la bocca a taluno basta dargli del fascista? Quando ero giovane erano fascisti tutti coloro che stavano a destra del PCI, repubblicani, liberali, socialisti, democristiani etc. Son passati i decenni, i mezzi secoli e sono ancora lì, fermi al palo. Dare del fascista a qualcuno li emenda dall’essere stati comunisti o dall’esserlo tuttora, loro malgrado. Ignorali.

Zed
Zed
21 Novembre 2020 8:45

Comunisti=rovina del mondo

BUNNIE
BUNNIE
21 Novembre 2020 8:15

Per Giovanni. Ti vedo agitato nel leggere i commenti che non condividi.
Invece di dare dell’ idioti al colleghi, spiegaci, documentandole , le tue opinioni che non sono migliori di quelle degli altri se non supportate .
Siamo quì per dibattere non per prendere atto dei tuoi dogmi.

BUNNIE
BUNNIE
21 Novembre 2020 8:06

La presenza nel forum del Sig. Marco mi fa molto piacere.
Mi interessa sentire delle opinioni in buona parte diverse dalle mie ma esposte con chiarezza, lucidità e maturità senza offendere nessuno.
Non riscontro lo stesso atteggiamento nei sinceri democratici che frequentano il blog che trovo pieni di livore , odio e disprezzo per chi non la pensa ( ma pensano davvero ? ) come loro.
Spero che sarà possibile approfondire lo scambio di opinioni con il sig. Marco nel futuro.

Pierluigi Candelori
Pierluigi Candelori
21 Novembre 2020 7:03

Benito servo di Adolf…