La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha spiegato la posizione del governo italiano sullo Stato di Palestina. Meloni dichiara di essere “favorevolissima allo Stato della Palestina”, ma precisa che non sosterrà il riconoscimento prima che ci sia un percorso concreto verso la sua costituzione. Vuole che il processo che porta alla nascita effettiva di uno Stato sia avviato prima di ogni riconoscimento ufficiale. Meloni ha affermato: “L’ho detto varie volte, anche in Parlamento, l’ho detto alla stessa autorità palestinese e l’ho detto anche a Macron: io credo che il riconoscimento dello Stato di Palestina, senza che ci sia uno Stato della Palestina, possa addirittura essere controproducente per l’obiettivo”.
Meloni fa sapere che il governo italiano punta a una soluzione basata su “due popoli, due Stati”. Ritiene però che il riconoscimento della Palestina, senza che prima esista realmente come Stato, possa dare “l’illusione che il problema sia risolto quando non lo è”. Anche il ministro degli Esteri Antonio Tajani ribadisce una linea simile: per l’Italia, il riconoscimento può avvenire solo insieme al riconoscimento dello Stato di Israele da parte dei palestinesi. La posizione italiana resta allineata a quella di altri Paesi come Germania e Stati Uniti, che non hanno ancora compiuto il passo formale del riconoscimento.
Il confronto con la Francia
Meloni prende le distanze dalla recente dichiarazione del presidente francese Emmanuel Macron, che ha annunciato la volontà della Francia di riconoscere ufficialmente lo Stato di Palestina. Macron punta a un riconoscimento che arrivi prima di un processo negoziale con Israele. Alcuni Paesi europei come Svezia, Spagna, Irlanda, e Norvegia hanno già riconosciuto la Palestina, mentre l’Italia si trova insieme a Germania, Regno Unito e Stati Uniti tra chi ancora non l’ha fatto.
Le reazioni nel panorama politico italiano
Fra le cariche istituzionali italiane, la posizione sul riconoscimento della Palestina non è sempre stata la stessa. Nel 2015, durante il governo Renzi, Giorgia Meloni, Ignazio La Russa, Fabio Rampelli ed Edmondo Cirielli firmarono una mozione che chiedeva il riconoscimento della Palestina “nella condizione di reciprocità con Israele, quindi in accordo bilaterale”. Fabio Rampelli, vicepresidente della Camera, oggi sottolinea che il riconoscimento è “attualmente impossibile” perché la Palestina è governata da Hamas, che definisce “un’organizzazione terroristica”. La Lega ha chiarito che si può parlare di riconoscimento solo “dopo il rilascio di tutti gli ostaggi e lo scioglimento di Hamas”.
La linea tedesca e il tema della reciprocità
Anche la Germania mantiene una posizione cauta. Un portavoce del governo tedesco afferma che il riconoscimento della Palestina “può essere solo un passo finale verso la soluzione dei due Stati”. La richiesta di reciprocità è uno dei punti che accomuna Roma e Berlino: il riconoscimento della Palestina può arrivare solo insieme a quello di Israele da parte dei palestinesi. La situazione rimane quindi complessa, con richieste e condizioni segnate da attori diversi sulla scena internazionale e locale.
L’Italia è per la soluzione due popoli e due Stati – evidenzia Meloni –, ma il riconoscimento del nuovo Stato palestinese deve avvenire in contemporanea con il riconoscimento da parte loro dello Stato di Israele. A noi interessa la pace, non la vittoria di uno sull’altro”. Questa è la linea che il governo continua a ripetere anche di fronte alle nuove scelte di altri Paesi e ai cambiamenti nel contesto internazionale.
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