Giorgia Meloni risponde anche a Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni. E lo fa dopo aver risposto a muso duro ai giudici del Tribunale dei ministri che vorrebbero processare mezzo governo per il caso Almasri. E lo fa dopo che i due esponenti di Avs hanno avuto il coraggio di indire una conferenza stampa per segnalare l’esecutivo italiano alla Corte Penale Internazionale nientepopodimenoche per “crimini di guerra”. Sintesi brutale: l’immobilismo di Meloni&co sulla guerra a Gaza sarebbe complicità col presunto genocidio in corso.
“Leggo che alcuni esponenti della sinistra – come Bonelli, Fratoianni e compagnia – vorrebbero segnalare il Governo italiano alla Corte Penale Internazionale”, scrive Meloni sui socia. “Gli stessi che, giusto qualche tempo fa, chiedevano a Bruxelles di aprire una procedura di infrazione contro l’Italia. Ora puntano addirittura a un processo internazionale, tirando in ballo il dramma umanitario a Gaza in modo del tutto strumentale, come se perfino questo fosse colpa nostra”.
Ieri Bonelli aveva spiegato così la scelta di Avs di ricorrere alla CPI: “Noi di Avs non perdiamo di vista il punto vero della questione: la strage di vite a Gaza. La pulizia etnica a Gaza. Il disastro umanitario. Quello che per noi è un genocidio – ha detto – Questa violenza è inaccettabile, noi non vogliamo che il nostro Paese sia complice che gli italiani possano allinearsi alla morte“. E visto che “l’Italia ha aderito alla Corte penale internazionale e quello statuto prevede che quando ci si trova di fronte a un reato, in questo caso una violenza sistematicamente subita attraverso uso massiccio delle armi e della fame come strumento di annientamento, c’è una complicità”. Insomma, ha spiegato Bonelli: “Abbiamo deciso di segnalare alla Cpi il governo italiano per una sua responsabilità. Non è solo questione politica. L’accordo di cooperazione militare rende il sistema bellico israeliano più efficiente. Noi con questa iniziativa vogliamo portare il governo a fare ciò che non ha fatto fino a oggi: rompere accordo militare, dire sì alle sanzioni e che ci sia giustizia rispetto a una stragrande maggioranza degli italiani che vedono un governo che non fa quello che deve”.
Per Meloni si tratta di una deriva assurda, tipica di quello schieramento politico incapace di vincere alle urne e che cerca ogni pretesto per tirare giù il governo. “Tre cose sono ormai chiare a tutti -continua la premier-: la prima è che, non riuscendo a batterci in patria, la sinistra cerca sempre il soccorso esterno. La seconda è che dell’immagine dell’Italia e della sua reputazione nel mondo, a loro, non importa assolutamente nulla. La terza è che ormai hanno un’unica strategia e speranza: provare a liberarsi degli avversari per via giudiziaria, perché alla via democratica hanno rinunciato da un pezzo. Non riusciranno”.
Immediata la replica di Elly Schlein: “Insinuare che i giudici agiscano non a tutela della legge ma per un disegno politico è un atteggiamento eversivo. E non è la prima volta”, dice la leader del Pd. “Voglio essere chiara: sulle responsabilità penali bisogna lasciare lavorare i magistrati. A noi compete la responsabilità politica, che lei ha pienamente rivendicato. E allora Meloni che spieghi la sua scelta politica” su Almasri.
Articolo in aggiornamento
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Immagine generata da AI tramite DALL·E di OpenAI


