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Emergenza immigrazione

Migranti, vince la linea dura: pronti a schierare navi e aerei militari

Il governo Meloni è al lavoro per fronteggiare l’emergenza migranti. Sul tavolo lo schieramento di navi e aerei militari

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È una vera e propria ondata quella che sta investendo le coste meridionali del nostro Paese. Dopo gli sbarchi record degli ultimi 5 giorni, dove a Lampedusa si registra la presenza di 1.800 migranti solo nell’hotspot di contrada Imbriacola – a fronte di una capienza massima di 400 posti – il governo Meloni è intervenuto ancora una volta per tentare di fronteggiare l’emergenza.

Ora, il nuovo obiettivo sarebbe quello di schierare navi e aerei militari per svuotare l’isola nelle giornate di picco, un piano non lontano dalla proposta del ministro della Difesa, Guido Crosetto, il quale aveva messo sul tavolo la possibilità concreta di schierare la Marina Militare ai confini marittimi italiani. L’obiettivo sarebbe stato quello di limitare il flusso migratorio clandestino nel Mediterraneo.

Oltre all’utilizzo di navi e aerei militari, l’esecutivo Meloni è al lavoro per un esame accelerato alla frontiera delle domande d’asilo, agevolare i rimpatri verso Paesi sicuri e rafforzare ulteriormente, dopo il Decreto Flussi nato dal cdm di Cutro, le espulsioni con il potenziamento del numero e dei posti dei centri di permanenza per il rimpatrio. Il ministero dell’Interno, Matteo Piantedosi, ha comunque escluso di ricorrere a tendopoli o a requisizioni di immobili da destinare ai migranti.

Nel frattempo, al molo Favaloro di Lampedusa, si procede ininterrottamente con la rimozione delle tante barche utilizzate da profughi e migranti per raggiungere l’isola, accanto al trasferimento di circa 200 migranti, giunti in Italia via mare circa una settimana fa. Eppure, Roma non sembra poter reggere ancora a lungo il flusso costante di nuove persone, soprattutto dopo le stime di ieri del Viminale, che mettono nero su bianco l’arrivo potenziale di 400mila migranti entro la fine dell’anno.

Per approfondire:

Dal 1 gennaio al 28 marzo 2023, rispetto allo stesso periodo degli scorsi 12 mesi, l’ondata migratoria è aumentata ben del 30 per cento, e l’arrivo dell’estate porterà inesorabilmente ad un ulteriore incremento di questi numeri. Il Viminale è quindi intenzionato a procedere attraverso un “controllo delle frontiere marittime tunisine, attraverso pattugliamenti congiunti in mare e a terra e il potenziamento nell’area del porto di Sfax dell’attività di intelligence, diretta a contrastare la costruzione e l’allestimento di navi e barchini da parte di organizzazioni criminali“. A ciò, si affiancherebbe la costruzione di nuovi centri d’accoglienza a Lampedusa e Pantelleria.

Sotto la lente d’ingrandimento di Piantedosi non vi è solo la Tunisia, ma anche la Libia (in particolare la Cirenaica), già oggetto delle attenzioni del ministro Crosetto, quando poche settimane fa ha dichiarato che il gruppo mercenario filorusso della Wagner potrebbe utilizzare l’immigrazione clandestina come arma di “guerra ibrida” contro l’Europa. Il tutto, però, è stato smentito dai vertici del Cremlino.

A tal riguardo, il governo Meloni vorrebbe “raggiungere intese con le autorità che controllano la Cirenaica, da cui si registra un incremento degli arrivi per un rafforzamento delle azione di prevenzione delle partenze”, insieme al tentativo di rilanciare il “dialogo strategico, di livello politico e operativo, con le autorità tunisine, anche attraverso il coinvolgimento della Commissione Europea”.

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