Due giovani vite spezzate in poche ore, in due specchi d’acqua diversi della Lombardia. Un ragazzo di vent’anni è morto nel lago di Como, davanti a Malgrate, in provincia di Lecco. Poche ore prima, un diciottenne egiziano aveva perso la vita dopo un bagno nel Ticino, nel territorio di Cuggiono, nel Milanese. Due tragedie, avvenute domenica 16 agosto, che hanno mobilitato Vigili del fuoco, personale sanitario, elisoccorso e forze dell’ordine in un pomeriggio segnato dall’emergenza.
Il tuffo dal pontile di Malgrate prima del temporale
Il dramma sul ramo lecchese del Lario si è consumato nel tardo pomeriggio. Il ventenne, di origini straniere e residente in Brianza, si sarebbe tuffato dal pontile di Malgrate proprio mentre sul lago cominciavano a manifestarsi i primi segnali del peggioramento meteorologico. Dopo essere entrato in acqua, non è più riemerso. L’allarme è scattato poco prima delle 18, lanciato secondo le prime ricostruzioni da un familiare presente sul posto.
Le ricerche sono partite senza indugio. Sono intervenuti i soccorritori acquatici del Comando provinciale dei Vigili del fuoco di Lecco, affiancati dai sommozzatori, mentre da Malpensa è stato fatto decollare l’elicottero Drago dell’Elinucleo dei Vigili del fuoco. Alle operazioni ha preso parte anche la motovedetta CP 607 del terzo Nucleo della Guardia Costiera del Lago di Como, insieme ai Carabinieri, all’automedica e a un’ambulanza della Croce San Nicolò di Lecco. Il corpo del giovane è stato infine individuato dai sommozzatori e riportato a riva, ma per lui non è rimasto che constatarne il decesso.
Un pomeriggio di emergenze sul lago di Como, tra soccorsi multipli e maltempo improvviso
Quella di Malgrate è stata la conclusione più drammatica di ore particolarmente complesse per i soccorritori lungo il lago di Como. A Bellano l’idroambulanza del Soccorso bellanese era già intervenuta per una sedicenne in difficoltà in acqua, mentre poco dopo un altro intervento aveva riguardato un ventiseienne alla Riva Bianca di Lierna.
A complicare lo scenario è stato il rapido peggioramento del meteo, con vento forte, pioggia e temporali che hanno sorpreso diverse persone ancora sul lago. A Valmadrera quattro persone, tra cui una bambina di nove anni, sono rimaste bloccate a bordo di un’imbarcazione incapace di rientrare verso la costa: anche in questo caso è intervenuta l’idroambulanza, e l’episodio si è concluso senza conseguenze per i presenti.
Cuggiono, un 18enne muore dopo il bagno nel Ticino
Poche ore prima, un’altra emergenza aveva coinvolto un gruppo di ragazzi lungo il Ticino, nella zona della spiaggia conosciuta come “Da Bruno”, nel territorio di Cuggiono. Un diciottenne egiziano residente a Ossona si trovava lì con alcuni amici quando, intorno alle 15, è entrato nel fiume per fare il bagno. Poco dopo si è trovato in difficoltà, senza riuscire a tornare autonomamente verso la riva.
Gli amici hanno dato immediatamente l’allarme, mentre alcuni bagnanti presenti nella zona hanno tentato di soccorrerlo. Sono stati attivati Vigili del fuoco, personale sanitario ed elisoccorso, e il ragazzo è stato infine recuperato dall’acqua e affidato ai sanitari. Le sue condizioni erano già gravissime al momento del recupero: trasferito d’urgenza all’ospedale di Legnano, è morto poco dopo il ricovero nonostante i tentativi dei medici di salvarlo.
Perché laghi e fiumi possono trasformarsi in trappole mortali
I drammi di Malgrate e Cuggiono riportano l’attenzione sui rischi, spesso sottovalutati, della balneazione nelle acque interne. Nei laghi la profondità può aumentare rapidamente anche a pochi metri dalla riva, mentre la temperatura dell’acqua in profondità risulta spesso molto più bassa di quella percepita in superficie, con il rischio di provocare affaticamento improvviso, crampi o uno shock termico. A questi fattori si sommano correnti, vento e cambiamenti repentini delle condizioni meteorologiche, capaci di rendere improvvisamente difficile il rientro verso la costa.
Nei fiumi come il Ticino il pericolo assume forme diverse ma altrettanto insidiose: la forza della corrente, i mulinelli, i fondali irregolari e le brusche variazioni di profondità restano spesso invisibili a un primo sguardo, anche per chi sa nuotare bene. Un insieme di insidie che, in poche ore, può trasformare un pomeriggio d’estate in una tragedia.
Nicolaporro.it è anche su Whatsapp. È sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati (gratis).


