“Con le buone non cambi le cose“. È la frase con cui Marracash sceglie di chiudere il suo intervento su Instagram dopo il fine settimana di violenze che ha sconvolto Milano. Parole che suonano inevitabilmente come una giustificazione di quanto accaduto. E che fanno discutere soprattutto perché arrivano da uno degli artisti più influenti della scena musicale italiana, punto di riferimento per migliaia di giovanissimi.
Il rapper non cita esplicitamente i saccheggi né rivendica le aggressioni, ma il senso politico del suo messaggio appare chiaro. “Le diseguaglianze sociali sono la mia battaglia, alla ribellione ho dedicato la mia vita. Ecco da che parte sto”, scrive, aggiungendo di aver atteso a lungo una reazione come quella esplosa nelle strade milanesi. “Aspettavo questa reazione da tempo e credo che siamo solo all’inizio“, afferma.
“Il potere capisce solo il potere, è ora che il popolo mostri il proprio”
“Un anno fa da un palco dicevo che il potere capisce solo il potere e che è ora che il popolo mostri il proprio”, ricorda, facendo riferimento anche a un disco pubblicato due anni fa, da lui definito catastrofista già nel titolo. A colpire, più ancora della rivendicazione della ribellione sociale, è ciò che nel messaggio manca: una parola di condanna per le vetrine sfondate, i negozi saccheggiati, i danneggiamenti e gli agenti feriti durante il fine settimana milanese.
Nicolaporro.it è anche su Whatsapp. È sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati (gratis).

