Il tema dello sviluppo di una infrastruttura strategica ma energivora come quella dei data center intreccia la questione dell’energia nucleare e quella normativa. Col nucleare che potrebbe essere una risposta ai problemi energetici che danno i data center per la potenza e la velocità che richiedono. E Milano e la Città metropolitana, che catalizzano oggi il 70% degli investimenti nazionali nei data center, svolge un ruolo cruciale. In questo, si inserisce il progetto di legge di Regione Lombardia, di cui domani inizia la discussione in consiglio. “Nell’arco di dieci anni potremmo avere una centrale nucleare”, è la previsione di Luca Squeri Segretario X Commissione presso la Camera dei Deputati e Responsabile Dipartimento Energia Forza Italia, intervenuto alla XXVIII edizione di Futuro Direzione Nord, la rassegna di convegni istituzionali promossa dalla Fondazione Stelline di Milano dal titolo “Prospettive in bilico” tenutasi l’11 maggio presso Assolombarda.
Squeri: “Entro l’estate il perimetro per il nuovo nucleare”
Squeri ha assicurato l’impegno del governo e ha spiegato che “domani in commissione si iniziano a votare gli emendamenti per il disegno di legge delega del governo che introduce il perimetro che il parlamento dà al governo per il ritorno al nucleare” in termini di produzione. Se non entro l’estate, appena dopo, ci sarà l’approvazione per poi passare ai decreti attuativi”, ha aggiunto Squeri. Parlare di data center significa appunto considerare l’aumento della domanda di energia e la necessaria integrazione di queste infrastrutture nel sistema energetico nazionale.
Tasca (A2A): “Previsti oltre 4 miliardi di investimenti per le reti elettriche”
In merito agli investimenti il presidente di A2A Roberto Tasca “per le reti elettriche A2A nel suo piano strategico ha previsto oltre 4 miliardi di investimenti. Per quella di Milano oltre 880 milioni di euro nei prossimi cinque anni, oltre un miliardo e mezzo al 2035. Risorse che hanno l’obiettivo di aumentare la disponibilità di potenza, grazie alla realizzazione di nuove cabine primarie, e di sviluppare e rinnovare l’infrastruttura cittadina”.
Vassallo (Città metropolitana): “Data center, normativa nazionale carente”
Francesco Vassallo, vicesindaco città metropolitana di Milano si è chiesto se i data center facciano parte di una strategia nazionale italiana. “Se sì – ha spiegato Vassallo – dobbiamo comportarci di conseguenza, perché fino ad ora le amministrazioni locali sono state lasciate un po’ sole. La normativa nazionale a oggi è carente e questo è un tema importante da affrontare”. Regione Lombardia sta normando la materia e domani in consiglio regionale inizierà la discussione della proposta di legge regionale sui Data Center.
Comazzi (Regione Lombardia): “Data center, un’opportunità per la nostra economia”
“Regione Lombardia ancora una volta è avanti – ha dichiarato l’assessore al Territorio e Sistemi Verdi Gianluca Comazzi -. Abbiamo voluto questa legge perché noi, per scelta politica, vogliamo i data center. Peraltro, oggi le due città più richieste” per lo sviluppo di queste infrastrutture “sono Milano e provincia e Bari, ma in Lombardia iniziano a interessare anche altre province. I data center, strategicamente, sono una opportunità per la nostra economia, per il nostro lavoro e per i comuni. Però ci vogliono delle regole che incentivino soprattutto le aree da rigenerare, come infatti prevede il nostro Pdl. Il nostro obiettivo al 2050 è zero consumo di suolo e di pari passo il recupero delle aree dismesse; perciò, prevediamo forme di premialità per chi investe”.
Fierro (Goodman Italy): “La sostenibilità è un gioco di squadra”
Stefano Fierro, Country Manager Goodman Italy, ha portato proprio il punto di vista dell’investitore e ha sottolineato che permessi ed energia sono oggi le sfide più importanti. “E poi c’è tutto il tema della sostenibilità – ha proseguito – che può essere una grandissima opportunità per uno sviluppatore di data center, dalla scelta dell’area, magari una dismessa che può essere riqualificata, alla fase di costruzione, optando per modalità che possono comportare un minor impatto ambientale. La sostenibilità – ha concluso – è un gioco di squadra”.
Trentin (AD Veolia): “Puntare a coordinamento e programmazione”
Emanuela Trentin, amministratrice delegata di Veolia, ha precisato che coordinamento e programmazione sono due elementi chiave su cui puntare maggiormente. “Serve una combinazione di fonti e servizi energetici e soprattutto deve migliorare il rapporto tra pubblico e privato”, ha sottolineato, come dimostra il recente Outlook Energia per competere che Veolia ha presentato dove emerge ancora un forte divario di consapevolezza, specialmente tra le PMI.
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