Direzione Nord

Trentin (Veolia Italia) a Direzione Nord: “Efficienza e rinnovabili, una leva di competitività e resilienza per le imprese”

L’amministratrice delegata di Veolia punta su efficienza, rinnovabili e partenariato pubblico-privato per rafforzare la competitività energetica del Paese

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L’efficienza energetica e l’integrazione delle fonti rinnovabili non sono più soltanto strumenti di sostenibilità ambientale, ma leve decisive di sostenibilità economica e competitività. È il messaggio lanciato da Emanuela Trentin, amministratrice delegata di Veolia Italia, intervenuta l’11 maggio a Futuro Direzione Nord nell’ambito del panel “Transizione energetica e data center tra sicurezza e sostenibilità” assieme a Luca Squeri, Gianluca Comazzi (Regione Lombardia), Francesco Vassallo (Città Metropolitana), Roberto Tasca (A2A), Stefano Fierro (Goodman Italy). Per Trentin, ridurre i consumi attraverso interventi sugli impianti e aumentare l’autonomia produttiva con solare, eolico, geotermia e altre fonti rinnovabili significa dare alle imprese maggiore stabilità in un contesto energetico sempre più incerto. “Sostenibilità economica vuol dire incidere sul costo energetico per le imprese”, ha sottolineato, collegando direttamente il tema alla competitività del sistema industriale.

Un mix di soluzioni per rendere le aziende più resilienti alle oscillazioni dei prezzi

Secondo l’AD di Veolia Italia, la sfida non si risolve con una singola tecnologia, ma con un mix di soluzioni. L’efficienza energetica, ha spiegato, non può essere ridotta alla semplice diminuzione dei consumi nei momenti di crisi, ma richiede investimenti strutturali sugli impianti esistenti: revamping, elettrificazione, sostituzione delle caldaie a gas con pompe di calore e integrazione del fotovoltaico. Tutto questo consente non solo di abbassare il costo dell’energia, ma anche di rendere le aziende più resilienti alle oscillazioni dei prezzi. “Non c’è ancora la soluzione, c’è il mix di soluzioni”, ha affermato Trentin, evidenziando come la stabilità e la disponibilità dell’energia siano ormai fattori strategici.

Trentin: “Formare e coinvolgere le PMI sulla transizione energetica”

Resta però un divario culturale, soprattutto nelle piccole e medie imprese. Se le grandi realtà energivore sono da tempo attrezzate con competenze interne e investimenti dedicati, le PMI — che rappresentano la gran parte del tessuto industriale italiano — faticano ancora a considerare l’energia come un ambito strategico di medio-lungo periodo. Trentin ha parlato della necessità di “formazione” e “coinvolgimento” per accrescere la consapevolezza degli strumenti disponibili, ricordando che investire in efficienza e autoconsumo richiede risorse oggi per ottenere benefici nel tempo. Una difficoltà che, a suo giudizio, pesa anche sull’andamento dell’intensità energetica del Paese, migliorata nell’ultimo decennio ma poi tornata a mostrare segnali di flessione.

Partenariato pubblico-privato per affrontare fabbisogni complessi

Sul fronte pubblico, Trentin ha indicato nel partenariato pubblico-privato uno strumento fondamentale, non solo per attrarre capitali privati, ma anche per mettere in campo capacità progettuale. La recente cancellazione del diritto di prelazione rischia però, a suo avviso, di rallentare ulteriormente uno strumento che in Italia “già faticava a decollare”. Il PPP, ha chiarito, non è un’alternativa alle gare pubbliche, ma un modo per affrontare fabbisogni complessi, come l’efficientamento di scuole, edifici pubblici e città, combinando risparmio energetico, comfort e autoproduzione. Per questo, ha concluso, servono “coordinamento e programmazione”, anche attraverso una cabina di regia tra ministeri ed enti locali, e il coraggio di proporre in Europa un’alternativa che mantenga incentivi adeguati per chi si fa carico della progettazione.

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