Ho letto tutti i commenti dopo i vari articoli che ho scritto sull’urbanistica. Tutti, nessuno escluso. Con particolare interesse quelli che mi hanno insultato. Appartengono a gente che – tra le altre cose – sul profilo ha inni alla libertà e alla difesa della stampa, ma transeat. Ho criticato le posizioni pur legittime del Fatto Quotidiano (ricordate la frase scippata a Evelyn Hall e attribuita a Voltaire – patriarcato? – “non condivido la tua opinione ma morirei bla bla bla”) sull’urbanistica milanese. La cosa che mi ha colpito è che in molti, per questa critica al Fatto, mi hanno scritto che sto dalla parte dei “potenti”. E che i “potenti” hanno il potere di indirizzare la stampa. In buona misura hanno raffigurato i giornali come succubi dei potenti. Il che è vero, molti giornali e moltissimi giornalisti sono succubi dei potenti. Non fosse altro che la stampa ha strutture economiche debolissime, con una base di lettori che vogliono in gran parte leggere gratis, e quindi non contribuiscono. E quando la stampa è debole, i giornalisti sono deboli.
Detto tutto questo, i tanti che hanno commentato attribuendomi questa debolezza (che non ho, perché possiedo il mio spazio editoriale e quindi non ho un capo o un superiore) non hanno capito che il punto non è che i giornalisti si piegano ai potenti, ma chi sono i potenti. I potenti non sono mica gli investitori immobiliari. Ho litigato, e questionato, e poi anche elogiato in vari momenti, Manfredi Catella: non ho mai ricevuto una minaccia da parte sua. Né mai ho avuto l’impressione di doverlo temere. Vale lo stesso per il sindaco, o per il governatore, o per qualunque politico abbia incontrato sulla mia strada (e in 25 anni ne ho incontrati moltissimi…)
Non posso dire lo stesso per il mondo della giustizia. Quello è un vero potere. Potere sovraordinato, che non risponde a nessuno (il che andrebbe anche bene, se non facesse politica). Potere senza limitazioni. Potere che influenza fortemente la stampa, e dal quale la stampa si abbevera senza contraddittorio. Potere che è difficile da combattere e che sì, può anche minacciare. E lo può fare in modo assai concreto. Lo dico senza tema di smentita: è assai più difficile andare contro un pm che contro un politico. Più pericoloso, pure. Molto più pericoloso. Il politico al massimo ti toglie il saluto e non ti dichiara più nulla. Quindi no, non vi illudete. Chi sta contro alcuni pm non sta difendendo il potere. Ma proprio l’opposto.
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(immagine realizzata con l'intelligenza artificiale)


