Milano Quotidiano

La Cassazione dà torto alla Procura. Ma io spero che torni a vincere

Sulla vicenda del Palazzo Unico-Brera la Cassazione conferma il dissequestro del cantiere bloccato dalla Procura nel 2025. Ma Milano si merita una Procura in grado di portare fino in fondo le inchieste che avvia

Una procura di Milano che vinca. Ecco quello che io desidero, da milanese e da italiano. Che vinca e che sia in Italia una eccellenza come Milano si merita. Perché Milano non si accontenta, Milano vuole il meglio e in un settore come quello della giustizia bisogna pretenderlo. Quindi sì: io desidererei una Procura che ogni volta che si mette in moto (anzi, precisiamo: che decide di mettersi in moto) lo faccia perché davvero sia sicura di portare in fondo le inchieste che comincia. Inchieste che si concludano con una condanna. Inchieste che accertino la verità. Senza ideologia, senza smanie di apparire, con quell’understatement e rispetto per l’indagato e poi per l’imputato che è richiesto dalla legge italiana.

Non condivido chi attacca la Procura per partito preso, pur essendo io un garantista feroce. Non condivido chi attacca la Procura quando prende una decisione contraria alla propria ideologia (il caso di Youssef è da manuale), e quando invece la difende quando attacca i suoi avversari (la sinistra ogni volta che viene indagato uno di centrodestra). Conta solo come finisce la vicenda, non come inizia. Perché da come finisce si capisce se qualche innocente è finito nel tritacarne, oppure se qualche colpevole è stato punito.

E dunque: la notizia di oggi è che sul Palazzo Unico-Brera, la Cassazione conferma il dissequestro. La Procura aveva bloccato il cantiere nel 2025, con 27 indagati. A gennaio 2026 il riesame aveva accolto il ricorso dei costruttori. La Procura ha deciso di andare in Cassazione, che però ha dato ancora una volta ragione ai costruttori. Sul sequestro, beninteso. Sul resto si vedrà. Però torno all’inizio: io vorrei una Procura che vince. Non che sceglie di perdere.

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