Milano Quotidiano

La metafora del parcheggio, ovvero quel che accade nel centrosinistra spiegato malissimo

Il centrosinistra milanese come un piccolo parcheggio: tanti movimenti, manovre e annunci, ma ancora nessuno sembra avere una direzione davvero chiara verso le prossime elezioni

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Immaginatevi un piccolo parcheggio
. Non ci stanno neppure una decina di autovetture: a dirla tutta quattro o cinque macchine e sembra affollatissimo. Ognuno dei conducenti di queste autovetture ha il suo stile. C’è chi pensa di essere il più bravo a condurre l’automobile lungo le strade tortuose. Chi pensa di avere l’automobile più bella e più ammirata. Chi ha una vernice appariscente e chi invece preferisce uno stile molto understatement. Chi si vanta di portare sui sedili anteriori e posteriori celebrità con cui parlare a lungo.

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Ognuna di queste automobili ha la pretesa di essere quella che va più lontano e che vincerebbe la gara con le auto nel parcheggio vicino, che pure stanno facendo un gran casino, ma sono solo in tre. I conducenti, in questo stretto e piccolo parcheggio fanno varie manovre. C’è chi si mette in mostra, chi vuole impedire agli altri di uscire per prendere la strada della candidatura a sindaco. Chi propone di fare una gara, lungo quella strada, per capire chi arriva primo. C’è chi dice una cosa e ne fa un’altra, chi pensa a ostacolare l’altro. Ogni tanto qualcuno mette fuori la testa dal finestrino e dice qualcosa al mondo, per attirare su di sé i riflettori degli spettatori, che guardano con attenzione quel che avviene nel piccolo parcheggio. Ogni volta sembra esserci la grande svolta. Un giorno ci si sveglia e tutti sembrano pronti a correre lungo la strada delle Primarie. Il giorno dopo ci si sveglia e viene annunciato urbi et orbi, grazie alle parole portate dal Mr. Wolf di Elly Schlein Igor Taruffi, che le primarie nazionali dovranno essere precedenti e scisse da quelle locali.
Un giorno ci si sveglia e si legge di una anguriata, il giorno dopo di un attacco al sindaco uscente Beppe Sala, anche lui tra gli osservatori di quel accade nel parcheggino, il quale si incazza e comincia a urlare. La sua voce la sentono tutti perché il rombo dei motori è ancora basso, ma chissà poi che cosa succederà quando andranno su di giri.

Ecco, il centrosinistra è quel parcheggio. L’altro giorno, parlando con uno degli uomini più fini della politica milanese, mi sono state dette queste parole: mai come questa volta vedremo se oltre alle manovre c’è pure un guidatore che sappia dove si dovrebbe andare. Sono molto d’accordo. Anche se essendo un cinico e uno scettico – accoppiata giornalisticamente fausta, una iattura a livello personale – qualche dubbio lo nutro.

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