Ci sono momenti nei quali una luce è soltanto una luce. E altri nei quali diventa un segno.
Dal 17 al 30 settembre, dalla Sacra di San Michele, un fascio luminoso lungo cinque chilometri salirà nel cielo del Piemonte. È la Spada dell’Arcangelo, l’installazione ideata dal fotografo Franco Borrelli e realizzata con i light designer di Space Cannon. Un raggio puntato verso est, inclinato di 47 gradi lungo l’asse del finestrone absidale.
I tecnici ci diranno dei proiettori, della potenza, dell’inclinazione. Gli uomini, se avranno ancora voglia di alzare gli occhi dal telefonino, potranno vederci qualcos’altro. Perché San Michele non è un santo accomodante. Non promette che tutto andrà bene. Impugna una spada. Nella tradizione cristiana combatte il male, non lo commenta. Non cerca compromessi con il drago: lo affronta. Ed è forse per questo che la sua figura appare così terribilmente contemporanea.
Un mondo che parla di pace e fabbrica guerre
Viviamo in un mondo che parla continuamente di pace e continua a fabbricare guerre. L’Ucraina sanguina, il Medio Oriente non trova requie, popolazioni intere conoscono ancora fame, persecuzioni e paura. Le minoranze religiose sono perseguitate in mezzo mondo. Intanto noi occidentali discutiamo molto, condanniamo a turno, ci indigniamo per qualche ora e poi passiamo alla notizia successiva. Abbiamo perfezionato l’arte di voltare pagina. Meno quella di distinguere il bene dal male.
Non nuove crociate, ma coraggio
Ecco perché quella lama di luce sopra la Val di Susa può essere più di una bella trovata scenografica. Può ricordarci che la pace non è debolezza, che la giustizia non consiste nell’essere neutrali davanti a tutto e che esistono momenti nei quali bisogna scegliere da che parte stare. Non servono nuove crociate. Ne abbiamo avute abbastanza. Serve piuttosto qualcosa che San Michele rappresenta da secoli: il coraggio. Quello di difendere chi è più debole, di non abituarsi alla violenza, di non considerare inevitabile ogni barbarie solo perché accade lontano da casa nostra.
Tredici notti sopra il Pirchiriano
La Sacra, lassù sul monte Pirchiriano, ne ha viste passare parecchie di epoche, eserciti, potenti e ideologie. È ancora lì. Molti di quelli che credevano di possedere il mondo sono diventati una riga nei libri di storia. Dal 17 settembre, per tredici notti, sopra quelle pietre millenarie comparirà una spada fatta di luce. Forse il mondo, in questo momento terribile, ha bisogno proprio di San Michele. Non perché venga a combattere le nostre guerre al posto nostro. Ma perché ci ricordi che il male esiste, che la pace e le libertà vanno difese e che, ogni tanto, per capire dove stiamo andando, bisogna avere il coraggio di alzare gli occhi al cielo.
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