Oggi due notizie. La prima: Carmelo Burgio non ha nessuna intenzione di ritirarsi. Anzi. Dice che passa da un accordo nazionale tra partiti. E visto che l’aria che tira in Senato è che proprio l’accordo tra Vannacci e il centrodestra non si farà, di conseguenza Milano andrà al voto con il generale candidato del generale in corsa solitaria. Quanto prenderà? Meno del 10 per cento? Meno del 5 per cento? Sicuramente non zero: ogni voto sarà sottratto al computo del centrodestra. La seconda notizia: Antonio Civita, già usato dal centrodestra in una fase molto prematura della campagna, ha deciso di proseguire la sua corsa con Pietro Tatarella, già molto ammirato dagli elettori di centrodestra ma neppure preso in considerazione come candidato del centrodestra. Quanto prenderanno? Cinque per cento? Sicuramente non zero: ogni voto sarà sottratto al computo del centrodestra.
Sul fronte opposto, intanto, i sondaggi raccontano di un centrosinistra in vantaggio di oltre 10 punti contro tutto il fronte del centrodestra. Se fosse unito, beninteso, cosa che non è. Può prendersela con calma, il centrosinistra. In queste condizioni, probabilmente vincerebbe anche senza campagna elettorale. Dubito che questo sia un bene per Milano.
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Carmelo Burgio, Antonio Civita, Pietro Tatarella


