Milano ospita, oggi sabato 24 e domani domenica 25 ottobre 2026, il congresso straordinario della Lega. Un appuntamento cruciale che segna un momento di dibattito interno non scontato. Da una parte c’è il vicepremier e segretario uscente Matteo Salvini; dall’altra lo sfidante Massimo Garavaglia — senatore, presidente della Commissione Finanze di Palazzo Madama, ex ministro e originario di Marcallo con Casone, nel milanese.
Nonostante i pronostici indichino una netta affermazione di Salvini — forte del sostegno compatto dei delegati del Centro-Sud e di gran parte della base —, la contesa con Garavaglia (che è riuscito a superare quota 80 firme con l’appoggio di amministratori del Nord e persino del governatore lombardo Attilio Fontana) esclude l’ipotesi di un plebiscito bulgaro (come si usava dire nell’era sovietica). Le previsioni della vigilia stimano una maggioranza solida per Salvini (attorno al 70-75%) e una quota significativa tra il 10% e il 15% per Garavaglia, a cui si sommeranno le schede bianche e nulle figlie dei malumori serpeggianti in alcune province del Nord (come Varese, Bergamo e Lecco), dove sensibilità vicine al capogruppo al Senato Massimiliano Romeo invocano maggiore centralità per le istanze territoriali e il federalista.
Il vero banco di prova della due giorni milanese sarà la sintesi politica. E per questo è fondamentale la mozione tematica del capogruppo alla Camera e segretario regionale del Piemonte Riccardo Molinari. L’obiettivo dichiarato dei vertici è blindare l’unità del partito attorno ai governatori — da Attilio Fontana a Massimiliano Fedriga (Friuli-Venezia Giulia), da Maurizio Fugatti (provincia autonoma di Trento) ad Alberto Stefani (Veneto), fino al richiamo costante a Luca Zaia. Affiancato da una nuova segreteria politica allargata ai territori, Salvini punterà a rilanciare lo storico motto bossiano “La Lega lotta di governo” (slogan del congresso stesso), tracciando la rotta per l’ultimo anno di legislatura.
La strategia post-congresso guarda dritta alle urne: arginare i flussi in uscita verso il generale Roberto Vannacci e quindi Futuro Nazionale, contendere elettori a Forza Italia e Fratelli d’Italia e riportare il Carroccio stabilmente sopra la soglia psicologica del 10% nei sondaggi. Tra i cavalli di battaglia rilanciati con forza ci saranno la sicurezza (soprattutto dopo le violenze di piazza a Milano), il contrasto all’immigrazione clandestina, i temi economici e la difesa della questione settentrionale, con l’autonomia differenziata pronta a tornare al centro del dibattito parlamentare dopo i rilievi della Corte Costituzionale con l’approvazione definitiva della Legge Calderoli prima della fine della legislatura.
Salvini sarà certamente riconfermato segretario federale, anche se non con il 95% dei voi dei delegati, ma la Lega avvierà una nuova fase di azione politica fatta di condivisione delle scelte in particolare con i presidenti delle regioni del Nord.
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