Ieri sera sono stato alla presentazione della candidatura di Pierfrancesco Majorino a sindaco di Milano. Dati tecnici: Majorino si era già candidato a mezzo stampa mesi e mesi fa, ma non aveva mai fatto un evento pubblico. Riuscito: mille persone, tante fuori dalla sala, forse c’era da prendere un teatro più grande. Il che vuol dire che c’è un pubblico per le cose che ha da dire. Contenuti? Li conosciamo. Ci sono due cose invece del suo discorso, di cui è stato diffuso il testo, che mi hanno fatto riflettere e che non avevo ancora sentito da Majorino. La prima è la citazione di Carlo Tognoli, indimenticato sindaco socialista di Milano, scomparso negli anni del Covid. Di Tognoli ricorda le risottate contro la paura, e una sua postura gigantesca tra i politici – già bravi – dell’epoca. Fa bene, e a me fa piacere la citazione di Tognoli. Eppure non dice di Tognoli della vocazione di fare una Grande Milano, una Milano città metropolitana. Il sindaco di Milano è il sindaco anche di quell’aborto che è oggi l’ex Provincia dopo la riforma Delrio, di cui non mi stancherò mai di chiedere conto all’ex ministro. Una vergogna a cielo aperto, che affligge i cittadini di quei comuni che stanno fuori dalla cerchia di Milano, ma prima ancora Milano stessa: lo smog non si ferma al confine con Sesto San Giovanni, così come i lavoratori, i malati. E pure i maranza. E’ l’hinterland il posto da dove venivano una buona parte dei giovani che hanno assaltato le vetrine. Vogliamo parlare di sicurezza? Dobbiamo parlare di hinterland. Certo non solo di soldati, ma anche non solo, con piglio buonista, di esperienze all’interno di una città che è la più ricca e anche la più isolata dai suoi sobborghi. Di New York si cita Mamdani ma si è capito davvero poco.
Majorino e la “metropolitana circolare”
Poi, dice Majorino, “il trasporto pubblico deve diventare la nostra ossessione. Cinque linee della metropolitana sono state un gigantesco traguardo raggiunto. Ora abbiamo bisogno di insistere con i prolungamenti e arrivare a una sesta, circolare, come chiedono i municipi da noi governati“. Due annotazioni: prima di tutto le cinque linee sono state costruite anche con l’opposizione di buona parte della sinistra che affollava proprio la sala di Majorino. In secondo luogo c’è quell’aggettivo “circolare”. Fantastico. Milano sempre più chiusa, il castello sempre più isolato. Invece di fare quel che si dovrebbe per abbassare davvero la pressione abitativa “allargando” a raggiera le metropolitane, se ne propone una che giri tutto attorno. Non se ne capisce benissimo la logica: sarebbe di più difficile costruzione, perché in zona più densamente urbanizzata, e comunque raggiunta da un sistema di trasporti pubblici già capillare. E non ridurrebbe il traffico in città: chi usa l’automobile privata oggi è chi non ha la possibilità di raggiungere Milano con i mezzi. Nessuno è così cretino da spendere di più di gasolio o benzina, quando può spendere di meno con i mezzi pubblici. Se lo fa, è perché ne ha la necessità. Ma invece no: metropolitana circolare. Scaviamo un bel fossato, dai. Milano sempre più chiusa, e Tognoli sempre più dimenticato. Se la logica è prendere voti, la metropolitana circolare è ineccepibile. Se è governare bene i problemi complessi, c’è da lavorare. Ultimo pezzettino: i trasporti pubblici dovrebbero essere l’ossessione. Bene, vero. Però non vedo tutta questa ossessione in tutta la politica cittadina che si prepara al voto per difendere Atm, che per le stupidissime gare europee rischia di veder perso il proprio servizio magari a favore dei francesi. Forse una parolina anche su questo non avrebbe stonato.
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