Milano Quotidiano

Manovra, Yoodata: “Efficace e intelligente in chiave elettorale. L’intuizione vincente è far pagare la finanza”

Gli effetti della Legge di Bilancio per il 2027 appena varata dal Consiglio dei Ministri sulle prossime scadenze elettorali. L'analisi

Immagine generata da AI tramite GPT Image 1.5 di OpenAI

“Se si vuole capire il significato politico della manovra 2027, occorre partire da una domanda semplice: chi sono i vincitori simbolici di questa legge di Bilancio? La risposta è altrettanto semplice: il ceto medio. L’estensione dell’aliquota Irpef agevolata del 33% fino a 55.000 euro, le misure rivolte ai giovani lavoratori, gli incentivi per le assunzioni, l’innalzamento della soglia del regime forfettario per le partite IVA e gli interventi a sostegno delle famiglie delineano infatti una precisa strategia elettorale. Non siamo di fronte a una manovra identitaria. Siamo di fronte a una manovra di espansione consensuale”, spiega un’analisi dell’istituto demoscopico Yoodata per Milano Quotidiano, che ha lavorato sull’impatto elettorale della Legge di Bilancio per il 2027.

“Da anni il consenso del centrodestra si fonda su un blocco sociale composto da lavoratori dipendenti (una parte), pensionati, piccoli imprenditori, autonomi e famiglie. Con questa legge di Bilancio il Governo sembra voler compiere un passo ulteriore: trasformare tale blocco in una vera e propria maggioranza sociale permanente. Dal punto di vista della psicologia elettorale, il messaggio è molto chiaro. Lo Stato alleggerisce la pressione fiscale sui redditi medio-bassi e medi, offre incentivi ai giovani che entrano nel mercato del lavoro e tutela il potere d’acquisto delle famiglie, finanziando parte dell’operazione attraverso un maggiore contributo richiesto agli operatori finanziari e al sistema bancario. Si tratta di una scelta comunicativamente piuttosto efficace”.

Il “Paese produttivo” contro la finanza

“Per almeno vent’anni la politica italiana è stata attraversata da una frattura simbolica tra “Paese produttivo” e “finanza”. La manovra sembra deliberatamente collocarsi dalla parte del primo. In termini narrativi, l’esecutivo può presentarsi come il soggetto che restituisce risorse a chi lavora, produce e paga le tasse, chiedendo invece un sacrificio aggiuntivo a un settore percepito da ampi strati dell’opinione pubblica come privilegiato. È una dinamica che, sul piano demoscopico, potrebbe rivelarsi premiante”, spiega lo studio Yoodata.

“Le ricerche di opinione mostrano infatti che le misure fiscali diventano elettoralmente efficaci non tanto quando generano un vantaggio economico davvero significativo, ma quando trasmettono un senso di equità. Gli elettori non valutano soltanto quanto ricevono. Valutano anche chi paga il conto. Ed è qui che probabilmente si trova la vera intuizione politica della manovra“.

La sfida del centrodestra sulla Generazione Z

“Esiste poi un secondo aspetto, meno evidente ma forse ancora più interessante. Per la prima volta dopo molti anni compare un tentativo abbastanza esplicito di parlare alla Generazione Z non soltanto attraverso il linguaggio dei diritti, ma anche attraverso quello delle opportunità economiche. Detassazioni, incentivi all’occupazione e agevolazioni specifiche per i giovani lavoratori segnalano la volontà di presidiare un segmento elettorale tradizionalmente poco favorevole al centrodestra“.

“Naturalmente non è detto che questo basti. Il disagio delle nuove generazioni riguarda oggi soprattutto il costo della casa, la precarietà professionale e la difficoltà di costruire un progetto di vita stabile. Tuttavia, dal punto di vista simbolico, il Governo sembra aver compreso che il tema giovanile non può più essere lasciato esclusivamente alla sinistra. L’effetto elettorale più rilevante potrebbe quindi manifestarsi proprio nel ceto medio giovane: lavoratori under 35, professionisti emergenti, autonomi e nuove partite IVA“.

“In definitiva, questa manovra sembra perseguire un obiettivo preciso: consolidare il consenso tra gli elettori tradizionali e, al tempo stesso, contendere alcuni segmenti centrali dell’elettorato moderato e produttivo. Se questa lettura è corretta, il Governo non sta preparando la prossima campagna elettorale. Sta cercando di costruire qualcosa di più ambizioso: un nuovo blocco sociale maggioritario fondato sull’alleanza tra ceto medio, lavoro, famiglia e giovani contribuenti. E nella politica italiana contemporanea, dove le identità ideologiche si indeboliscono e le identità socioeconomiche tornano a contare, questa potrebbe rivelarsi una operazione demoscopica intelligente ed efficace“, conclude l’analisi di Yoodata.

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