Milano Quotidiano

Milano 2027, Centrodestra verso la corsa separata al primo turno. Salvini punta su Sardone come trampolino per le elezioni politiche

Il leader leghista ha lanciato le primarie sapendo perfettamente che Forza Italia avrebbe detto di no. Ecco l'abile strategia del Carroccio

Palazzo Marino è l’obiettivo grosso, ma a Milano il centrodestra rischia di arrivarci con le truppe già schierate su fronti opposti. La partita per le elezioni comunali del 2027 si è trasformata in un vero e proprio gioco di logoramento interno. Da un lato c’è Matteo Salvini che ha calato l’asso: visto che trovare una sintesi nazionale è un’impresa titanica, apriamo i gazebo e facciamo le primarie della coalizione tra un mese, nel secondo weekend di novembre.

Dall’altro lato scatta il muro di gomma. Antonio Tajani ha blindato Forza Italia e stoppato sul nascere l’ipotesi gazebata, incoronando ufficialmente il sottosegretario alla Difesa Matteo Perego di Cremnago. La ragione del “no” forzista è matematica e politica insieme: Silvia Sardone — eurodeputata, volto fortissimo del Carroccio e radicatissima nei quartieri popolari della periferia milanese — stravincerebbe una consultazione aperta, oscurando sia Perego sia l’alternativa di centro “moderato” rappresentata da Maurizio Lupi (nome su cui sussurrano convergenze trasversali e sponsorizzazioni di area).

Dietro la proposta di Salvini c’è un calcolo spregiudicato, per alcuni, ma molto abile e astuto politicamente. Saper già di non poter imporre un nome unitario a tavolino con gli alleati permette al vicepremier del Carroccio di scaricare la responsabilità su Forza Italia e Fratelli d’Italia. Se il centrodestra dovesse presentarsi diviso al primo turno, lo scenario per Salvini non sarebbe una via crucis, ma un calcolato piano di rilancio:

La conta interna nel Carroccio: portando Sardone in prima linea, Salvini blinderebbe la propria leadership interna a Milano (che verrà riconfermata formalmente con un plebiscito al congresso del 24 e 25 ottobre proprio a Milano), neutralizzando l’ascesa o ingerenze di correnti esterne e figure come il generale Roberto Vannacci (che candida Carmelo Burgio, già generale dei carabinieri ma che non conosce la città).

Il derby con gli alleati a casa di Berlusconi: arrivare davanti a Forza Italia nella “sua” Milano e superare Fratelli d’Italia — che negli ultimi anni alle Politiche ed Europee è stato il primo partito in città — darebbe a Salvini un trofeo politico formidabile in vista delle elezioni politiche nazionali del novembre 2027 (queta è la datta più probabile).

Il rischio calcolato del ballottaggio: nell’ipotesi (probabile) in cui si vada al secondo turno contro il candidato del centrosinistra (con i vari nomi che oscillano tra Pierfrancesco Majorino e Mario Calabresi), un eventuale secondo posto al primo turno senza apparentamenti preventivi permetterebbe alla Lega di “perdere bene” — ovvero contenere lo scarto entro una decina di punti. Perdere a testa alta, senza dover sottostare ai veti di Tajani o Meloni, trasformerebbe la sconfitta amministrativa a Palazzo Marino nel trampolino di lancio perfetto per la campagna politica generale.

In mezzo al risiko, Fratelli d’Italia (con Ignazio La Russa vigile sulla tenuta della coalizione ma con i colonnelli meloniani in evidente difficoltà) resta alla finestra: correre con Lupi o convergere su un civico è un’opzione, ma trovarsi stritolati tra la spinta muscolare della Sardone e il presidio moderato di FI rischia di congelare la sintesi. Il risultato più probabile, al netto dei tavoli romani, è che Milano si prepari a un primo turno in ordine sparso.

Nicolaporro.it è anche su Whatsapp. È sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati (gratis).

Seguici sui nostri canali
Exit mobile version