“Per me è un grande onore, una grande emozione annunciare che mi candido a sindaco di Milano“. È un Pierfrancesco Majorino emozionato quello che sale sul palco del Teatro della Quattordicesima, nella periferia sud-est di Milano. In uno dei luoghi culturali di Corvetto ha riunito centinaia di persone per ufficializzare la sua corsa a Palazzo Marino nelle comunali del prossimo anno. Il capogruppo dem in Regione dal palco ha rivendicato il suo attaccamento e la sua presenza a Milano, con una stoccata ad alcuni aspiranti sindaci. “Lo dico con grande orgoglio: io, innanzitutto da militante politico, rivendico che a Milano ci sono sempre stato e, totalmente a prescindere dai ruoli, a Milano ci sono e ci sarò. E lo dico, per esempio, a Perego di Cremnago, uno dei candidati possibili della destra che da queste parti non abbiamo mai visto: non ci si accorge di Milano solo perché si vuole fare carriera”.
Majorino: “Serve una nuova fase del centrosinistra”
Majorino da una parte rivendica quanto fatto ma dall’altra è consapevole che si debba aprire “una nuova fase del centrosinistra” anche “con la determinazione di chi ritiene che si debbano affrontare con grande decisione e radicalità alcuni temi importanti: innanzitutto il costo della vita, la questione dell’abitare, il tema enorme di come fare politica, il sostegno delle persone nel tempo della crisi climatica, il lavoro. Credo che dobbiamo davvero far sì che continui l’esperienza di governo del centrosinistra e lo si faccia mettendo al centro prima le persone”. In questa ottica, la prima decisione che prenderebbe da neosindaco è spostare un ufficio del primo cittadino “in un quartiere popolare perché sono convinto che chi fa il sindaco di una città come Milano in questa fase storica debba stare nel mezzo del confronto e nel pieno della relazione con chi porta maggiori fragilità e difficoltà”. A questa decisione seguirà un qualcosa di “più ampio come impegno” e cioè “convocare entro 15 giorni le parti sociali, le forze produttive, l’università e la ricerca per realizzare un grande piano dello sviluppo della città“.
Urbanistica e casa, il piano di Majorino dopo Sala
Con un passo verso il futuro, lo sguardo per un attimo si sposta verso i due mandati di Giuseppe Sala. A chi gli domandava quali saranno i punti di discontinuità dalla giunta Sala, “non sono ossessionato da questo termine ‘discontinuità’ – ha risposto il dem – e il tema non è guardare al passato ma al futuro” e ha sviscerato parti del suo programma a cominciare dalla questione urbanistica.
“Voglio un piano di governo del territorio radicalmente improntato a mettere al centro i diritti di chi vuole rimanere a Milano e guadagna 1.500 euro. Voglio far sì che non siano i fondi immobiliari a determinare le scelte in campo urbanistica e penso che vada potenziato molto il tema dell’assistenza domiciliare nei confronti delle persone sole e che vada realizzato un intervento sulle questioni della salute e della sanità che di solito non viene realizzato da parte dei comuni perché è materia regionale”. Per questo “penso ad aprire un centro comunale per affiancare i cittadini, per far valere i diritti di chi è in lista d’attesa, sono tutti temi in relazione a cui alcune cose vengono dal passato e vanno solo innovate mentre in altri casi si tratta di scrivere pagine diverse e nuove”.
Dall’intelligenza artificiale alle consegne elettriche: le proposte per Milano
La Milano di Majorino sarà visibilmente schierata contro la remigrazione con uno striscione su Palazzo Marino “Qui nessuno è straniero”, punterà ad essere la sede per un’Authority indipendente nazionale sull’intelligenza artificiale, renderà “entro metà mandato” elettriche tutte le consegne in Area C, con cargo bike e furgoni elettrici, micro-hub di quartiere, “aree di carico e scarico riservate a chi inquina zero”. Non chiuderà mai i servizi comunali con un call center reperibile h24, “per un nuovo servizio di assistenza e urgenza comunale, che sia lo strumento a disposizione della più grande rivoluzione da compiere nell’ambito del welfare“.
Sicurezza a Milano, Majorino critica il Governo Meloni
Di visione progressista Majorino parla anche affrontando la questione più calda di Milano, la sicurezza. Di fronte al nuovo decreto del governo Meloni con cui arriveranno in città 500 parà della Folgore per aiutare le forze dell’ordine a gestire l’ordine pubblico ed evitare le violenze, per il dem occorre “un progetto progressista sulla sicurezza che tiene assieme l’efficacia del presidio sul territorio, il sostegno all’operato delle forze dell’ordine e la prevenzione, la coesione sociale, l’inclusione, tutte cose – queste ultime – che vengono totalmente cancellate in questi giorni dalla campagna del governo”. Majorino ha poi ricordato che ancora non sono arrivati i 500 agenti della Polizia dello Stato “promessi da 4 anni e quindi il Comune dovrà da una parte fare le proprie azioni e sviluppare i propri interventi, dall’altra, sapendo che la sicurezza riguarda innanzitutto la responsabilità del governo, farsi sentire a Roma. Sono convinto che quando governeremo e governerò ci sarà un governo di centrosinistra, quindi ci sarà un dialogo rafforzato e più facile, però avremo bisogno di farci sentire sempre“.
Tassa sui super ricchi e oneri di urbanizzazione più alti
Per il suo programma attento al sociale servono risorse aggiuntive che secondo il neocandidato potrebbero arrivare da un’addizionale comunale specifica, con aliquota tra il 12,5 e il 15 per cento, per gli ultra-ricchi residenti in città beneficiari della flat tax.
“Abbiamo tanti super ricchi che sono qui beneficiando della flat tax e credo che a loro si possa chiedere un contributo. Anch’essa in buona parte è una battaglia politica nazionale che richiede un intervento di legge e il comune deve essere un avamposto di questa richiesta potente, importante di innovazione delle politiche”. Altra fonte di introiti potrebbero essere gli oneri di urbanizzazione, che vorrebbe aumentare “radicalmente, almeno del 20 per cento in forma generalizzata e penso che quindi si debba intervenire per fare al massimo cassa a partire da questi grandi capitoli”.
Clima, piscine e sport: l’obiettivo di abbassare di due gradi le temperature
La Milano di Majorino, oltre a puntare sul trasporto pubblico, sarà anche incentrata ad abbassare le temperature nei quartieri. “Ho in mente un piano a cui nessuno ha mai pensato nella città di Milano e che invece è oggetto di iniziative da parte di altre città nel mondo, che è quello di far sì che entro il mandato diminuisca di 2 gradi la temperatura dei quartieri più caldi della nostra area metropolitana” con più fotovoltaico sugli edifici pubblici ad esempio. Altra questione che sarà centrale è la presenza di impianti sportivi più accessibili. Majorino a chi gli domandava se gestirà in maniera diversa le piscine, viste anche le polemiche per le chiusure delle scorse estati, “non è possibile vedere tutte queste piscine chiuse oppure vedere il fatto che le tariffe a cui sono sottoposti i cittadini sono oggettivamente selettive, quindi va proprio riorganizzato il settore – ha risposto -. Va fatto un grande investimento sul benessere, sullo sport, sulle opportunità di realizzare sport nello spazio pubblico, non è un tema che riguarda solo la questione delle piscine che va pure inserita nella questione più generale della crisi climatica, ma proprio della pratica sportiva come grande occasione. Siamo state la città delle Olimpiadi invernali, si ambisce ad essere quella che ospiterà magari un giorno anche altre Olimpiadi, dobbiamo essere quella dello sport per tutti”.
Primarie del centrosinistra, Majorino chiede tempi certi
Majorino è pronto, in attesa di indicazioni a livello nazionale. Spetta al centrosinistra sciogliere “in tempi certi” il nodo delle primarie, di cui “ho sempre fatto il tifo” ma “è ovvio che vanno fatte in tempi certi” ha concluso.
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