Pierfrancesco Majorino guarda a New York e Berlino per indicare la direzione che, a suo giudizio, dovrebbe prendere anche Milano. E Silvia Sardone coglie subito l’occasione per trasformare quel riferimento in uno scontro politico tutto milanese. Il capogruppo del Pd in Consiglio regionale, tra i nomi in campo per le primarie del centrosinistra verso Palazzo Marino, ha affidato a Instagram un messaggio che suona già come un abbozzo di piattaforma politica: contrasto a quello che definisce “fascismo strisciante”, attenzione alle famiglie in difficoltà, critica ai grandi fondi immobiliari e al “business delle liste d’attesa” nella sanità, quindi salario, casa, sanità e studio come diritti da rimettere al centro.
La conclusione è quella che ha attirato l’attenzione della Lega: “Da New York a Berlino arriva un’indicazione netta. Facciamo la nostra parte anche a Milano”.
Majorino: “Una politica giusta e radicale sul piano sociale”
Il riferimento internazionale non è casuale. A New York governa oggi Zohran Mamdani, democratic socialist eletto sindaco nel 2025, che ha costruito la propria proposta politica soprattutto sul tema del costo della vita, degli affitti e dei servizi pubblici e che continua a rivendicare apertamente la propria identità socialista.
A Berlino, invece, il nome del momento è quello di Elif Eralp, leader della sinistra radicale Die Linke, protagonista di una campagna fortemente centrata sull’emergenza abitativa e sulla proposta di espropriare centinaia di migliaia di appartamenti detenuti dai grandi gruppi immobiliari.
È dentro questo quadro che Majorino scrive che di fronte a persone e famiglie che “non ce la fanno” serve “una politica orgogliosa dei propri valori, giusta, radicale sul piano sociale e sulla crisi climatica”, capace di mettere al centro “il diritto a un salario giusto, alla casa, alla sanità, allo studio”. In altre parole, aggiunge, “il diritto al futuro”. Un messaggio che, in una fase in cui il centrosinistra milanese sta ancora definendo candidatura e modalità delle eventuali primarie, contribuisce anche a delineare il posizionamento politico di Majorino.
Sardone: “Majorino si sente Mamdani”
La replica di Silvia Sardone, candidata indicata dalla Lega per la corsa a Palazzo Marino e vicesegretaria del partito, è arrivata a stretto giro ed è tutta costruita proprio sul parallelismo internazionale evocato da Majorino.
“Il suo modello di città guarda all’islamo-comunismo di Mamdani e agli espropri proletari lanciati dalla neo-sindaca Eralp”, sostiene Sardone. Poi l’affondo: “Non ci stupirebbe a questo punto vedere Ilaria Salis, una che la materia la mastica molto bene, nelle liste elettorali dello stesso Majorino”.
L’affondo su occupazioni, Leoncavallo e centri sociali
Sardone allarga quindi l’attacco al rapporto tra Majorino e l’area dei movimenti e dei centri sociali. Secondo l’esponente leghista, il capogruppo dem starebbe cercando consenso “nel bacino di estrema sinistra composto da centri sociali, collettivi studenteschi e ultrà ambientalisti”. La vicesegretaria della Lega richiama la presenza di Majorino alla manifestazione romana a sostegno di Spin Time, l’esperienza abitativa nata dall’occupazione di un immobile nella Capitale, e torna poi sui precedenti milanesi: dal Lambretta al Leoncavallo. Sardone ricorda anche la campagna per le Regionali del 2023, quando Majorino partecipò a un’iniziativa al Leoncavallo, e contesta la disponibilità manifestata dal centrosinistra a individuare una nuova collocazione per il centro sociale dopo lo sgombero.
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