“Per la Lega il candidato sindaco su Milano é Silvia Sardone“. Lo afferma a Milano Quotidiano Alessandro Morelli, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri con delega alla programmazione e al coordinamento della politica economica nel governo Meloni, nonché senatore milanese della Lega.
Nonostante le dichiarazioni di ufficialità e i distinguo tra i partiti, l’europarlamentare della Lega Silvia Sardone viene indicata come il profilo su cui la coalizione potrebbe convergere in modo definitivo per le Amministrative del prossimo anno nel capoluogo lombardo. A pesare in modo decisivo su questa opzione sarebbero i recenti episodi di microcriminalità e tensioni urbane legati alle baby gang e specialmente alle problematiche delle periferie (spesso al centro del dibattito politico cittadino con lo scontro sui cosiddetti maranza del 17 ottobre), che avrebbero fatto impennare la popolarità e il gradimento di Sardone nell’elettorato di centrodestra.
Matteo Salvini aveva già lanciato ufficialmente la sua vice durante l’appuntamento di Pontida, proponendo inizialmente anche l’ipotesi di primarie di coalizione, un’idea su cui permangono diverse sensibilità interne. Gli azzurri del vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani continuano a promuovere con convinzione il sottosegretario alla Difesa Matteo Perego di Cremnago, puntando su un profilo moderato, liberale e istituzionale. Tuttavia, nelle dinamiche di compensazione complessiva tra i partiti della maggioranza di governo, a Forza Italia verrebbero prospettati altri riconoscimenti o candidature di peso in altre partite amministrative nazionali.
Anche all’interno di Fratelli d’Italia, pur nel quadro di un confronto aperto tra i leader nazionali e locali (in cui si sono fatti anche altri nomi legati all’area moderata o civica), un segmento rilevante guarderebbe con favore alla forza d’impatto della candidatura Sardone per sfidare l’attuale amministrazione di centrosinistra. Analisi demoscopiche recenti, come quelle diffuse da Yoodata, mostrano una contesa a Palazzo Marino che si restringe progressivamente, con la candidata leghista in forte recupero nei consensi di fronte ai potenziali sfidanti del centrosinistra. Resta il dato formale che vede Forza Italia contraria allo strumento delle primarie e favorevole a una “sintesi politica” tra i leader nazionali (Tajani, Meloni e Salvini), mentre la Lega insiste sulla forza radicata della propria rappresentante sul territorio milanese.
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