Nel pomeriggio di venerdì 11 settembre il dibattito politico intorno alla coalizione di centrodestra per Milano si è surriscaldato. Sempre sullo stesso tema, sempre sulle stesse problematiche. Forza Italia è uscita allo scoperto e ha ufficializzato il suo nome da proporre agli alleati. Si tratta di Matteo Perego di Cremnago, Sottosegretario di Stato al Ministero della Difesa, che Tajani ha lanciato ufficialmente. In tempo zero ha risposto la Lega, che con il suo segretario milanese, Samuele Piscina, ha ufficializzato che la Lega proporrà invece agli alleati il nome di Silvia Sardone, europarlamentare e leghista di lungo corso. In mezzo c’è Fratelli d’Italia, che non si è ancora sbilanciata ma che ha già dichiarato che sarà il tavolo romano a decidere sul tema. Mentre il presidente del Senato Ignazio La Russa ha annotato che con Perego e Sardone c’è un terzo candidato politico . Quello che resta il suo preferito: Maurizio Lupi. Un bel rebus. Milano Quotidiano ne ha parlato con Simone Orlandi, coordinatore cittadino di Fratelli d’Italia a Milano. L’INTERVISTA
Forza Italia ha ufficializzato il suo endorsement per Matteo Perego di Cremnago, mentre la Lega ha ufficialmente detto che proporrà Silvia Sardone ai suoi alleati. Come si possono conciliare delle posizioni così lontane?
Io non parlerei di posizioni inconciliabili. Oggi ci sono sul tavolo diversi nomi e diverse proposte, e questo fa parte della normale dialettica all’interno di una coalizione. Matteo Perego e Silvia Sardone sono entrambi profili validi, così come lo è Maurizio Lupi e come lo sono gli altri nomi che sono stati fatti. Il centrodestra ha sempre affrontato queste situazioni attraverso il confronto tra le forze politiche e, alla fine, ha sempre trovato una sintesi. Sarà così anche questa volta.
Voi continuate a preferire Lupi? Sarà il nome che verrà proposto ufficialmente agli alleati?
Maurizio Lupi è certamente un profilo di grande esperienza e di assoluto valore, e il suo nome è sul tavolo insieme agli altri. Ci sono più candidature e tutte devono essere valutate con grande attenzione. La cosa più importante è arrivare a una scelta condivisa dalla coalizione e individuare il candidato che abbia le caratteristiche migliori per affrontare una sfida complessa come quella di Milano. Quindi oggi non direi che ci sia già un nome ufficialmente individuato da proporre agli alleati.
Potreste valutare l’idea delle primarie, come quelle del centrosinistra, per decidere il candidato sindaco? Quindi non di partito ma di coalizione?
Le primarie possono avere un senso, ma personalmente credo che, se si vuole intraprendere questa strada, debbano essere pensate con una logica nazionale e non esclusivamente per Milano. Immaginare uno strumento di questo tipo soltanto per una singola città mi sembra una strada difficilmente percorribile e che rischierebbe di creare più problemi di quanti ne possa risolvere. Il centrodestra ha i propri strumenti di confronto politico e credo che in questo caso sia possibile arrivare a una sintesi attraverso il dialogo tra le forze della coalizione.
Il segretario della Lega a Milano Piscina ha attaccato gli alleati sostenendo che la coalizione di centrodestra sia in ritardo nell’individuazione del candidato. Ha ragione?
È evidente che ogni giorno che passa senza individuare il candidato è un giorno in meno a disposizione per costruire una campagna elettorale efficace. Da questo punto di vista, il tema dei tempi esiste e non possiamo ignorarlo. Detto questo, non credo che oggi serva alimentare una contrapposizione interna alla coalizione. Anche il centrosinistra, al momento, non ha ancora individuato il proprio candidato. È quindi preferibile impiegare qualche giorno in più per fare una scelta ponderata e condivisa, piuttosto che uscire troppo presto con un candidato che non sia realmente sostenuto da tutta la coalizione. Credo però che siamo arrivati al momento in cui è necessario accelerare.
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