Milano Quotidiano

Milano 2027, Perego onnipresente sui tg Mediaset (e su temi non della Difesa). Pressing dei Berlusconi su Meloni e Lega per dire sì

La strategia del "bombardamento mediatico" risponde a una necessità logistica elementare: Perego di Cremnago, deve colmare un deficit di popolarità

Matteo Perego di Cremnago
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Se vi capita di accendere la televisione in questi giorni, potreste notare un fenomeno magico. Sintonizzandovi sui telegiornali del Biscione – TG5, TG4 o Studio Aperto – vi imbatterete inevitabilmente nel volto telegenico di Matteo Perego di Cremnago. Fin qui nulla di strano, penserete: dopotutto, l’uomo è un deputato e soprattutto l’attuale Sottosegretario alla Difesa del governo in carica. È naturale sentirlo parlare dei delicati equilibri geopolitici in Ucraina o in Medio Oriente.

La vera ironia, tuttavia, comincia quando il telespettatore si strofina gli occhi davanti ai sottopancia della grafica. Il Sottosegretario alla Difesa, con encomiabile eclettismo, si ritrova improvvisamente a commentare la riforma della legge elettorale, le fluttuazioni del caro carburante, i dettagli tecnici della prossima manovra economica e l’efficacia degli aiuti alle famiglie. Materie cruciali, senza dubbio, ma che con i carri armati, i droni e i trattati militari c’entrano quanto il grana padano (per parlare di Lombardia) sugli spaghetti allo scoglio.

Il mistero di questa onniscienza tematica si risolve rapidamente guardando alle scadenze politiche all’orizzonte. Forza Italia ha rotto gli indugi proponendo ufficialmente Perego di Cremnago come candidato sindaco di Milano per le elezioni comunali del 2027. Una mossa che ha colto di sorpresa la coalizione di centrodestra, la quale, com’è noto, è ancora ben lontana dall’aver trovato l’accordo definitivo sul nome.

Il tavolo delle trattative milanesi è affollato e i veti incrociati non mancano. La Lega di Matteo Salvini frena visibilmente sull’esponente azzurro, preferendo calare la carta identitaria di Silvia Sardone. Sullo sfondo, figure di peso come Ignazio La Russa mantengono una posizione d’attesa pur non avendo mai nascosto la storica preferenza per l’eterno Maurizio Lupi. Nessuno ha ancora chiuso definitivamente la porta a Perego, ma per convincere gli alleati serve un fattore d’urto.

Ed è qui che entra in gioco la geopolitica di Cologno Monzese. Le televisioni del gruppo Mediaset, saldamente controllate dagli eredi di Silvio Berlusconi, sembrano aver ricevuto un input chiarissimo dall’alto: spingere al massimo l’acceleratore sulla visibilità del Sottosegretario. La strategia del “bombardamento mediatico” risponde a una necessità logistica elementare: Perego di Cremnago, nonostante il blasone milanese, deve colmare un deficit di popolarità tra il grande pubblico meneghino. Quale strumento migliore dei TG Mediaset, storicamente radicati e capillarmente seguiti proprio all’ombra del Duomo?

La chiave di lettura politica di questa sovraesposizione a tutto campo è fin troppo evidente. Questa spinta televisiva non è soltanto una campagna di marketing territoriale, ma un messaggio in codice – nemmeno troppo velato – indirizzato direttamente a Palazzo Chigi. La dinastia Berlusconi, con in testa la primogenita Marina, gode di un canale di comunicazione privilegiato e di una fitta intesa politica con la premier Giorgia Meloni (numerose e frequenti le telefonate tra le due).

Se il gradimento televisivo cresce e la figura di Perego si impone nell’immaginario collettivo come l’uomo in grado di parlare di tutto, dalle accise sulla benzina alla geopolitica mondiale, per Fratelli d’Italia e Lega diventerà estremamente difficile respingere la candidatura. Il centrodestra si troverà di fronte al fatto compiuto di un candidato già ampiamente “collaudato” dal pubblico sovrano dei telegiornali. Resta solo da capire se, per completare la metamorfosi da Sottosegretario a Sindaco, Mediaset deciderà di intervistarlo a breve anche sul traffico in Corso Buenos Aires, sulle nuove tariffe dell’Area C, sull’urbanistica, sul caos sicurezza in città o sullo stadio di San Siro.

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